Manovra d’autunno, Boccia avvisa: “Serve bagno di realismo”

"Del Decreto Crescita abbiamo condiviso alcune cose, ma è piccolo passo", dice il Presidente di Confindustria. Intanto ore tese nel Governo. Conte "silura" Siri: " Deve dimettersi"

Manovra e risorse: decisamente un “bel” (si fa per dire) rompicapo per il Governo Gialloverde sul quale interviene il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

“La grande sfida è la manovra di autunno, dove si trovano le risorse. È forse arrivato il momento di un bagno di realismo per il Paese”, lo ha detto nella giornata di ieri il numero uno di Viale dell’Astronomia durante un incontro fra Forza Italia e i rappresentanti delle associazioni di categoria, a Roma.

“È evidente – ha proseguito – del Decreto Crescita abbiamo condiviso alcune cose, ma è un piccolo passo” . Continua il Presidente degli Industriali: “Non è che per un decimale possiamo dire che è fatta, dobbiamo continuare a reagire”. Secondo Boccia “non dobbiamo usare l’Europa come alibi per non affrontare le questioni nazionali. Bisogna avere una visione chiara dell’Italia che non può essere periferia”.

LO “STRAPPO SUL CASO SIRI” – Intanto ore calde nel Governo sul caso Siri. Nella tarda serata di ieri, il Premier Conte si è presentato in conferenza stampa e ha annunciato che nel prossimo cdm chiederà la revoca della nomina dell’esponente del Carroccio indagato per corruzione.

Ha precisato di non voler essere “né garantista né giustizialista” e in nome, ha spiegato di una politica con la “P” maiuscola: “Noi dobbiamo essere credibili”. La discriminante che lo ha portato a decidere, ha spiegato, è appunto che la pressione fatta al sottosegretario non fosse per l’interesse generale o futuro. Prerogativa che l’hanno resa di interesse solo di una parte.

SIRI E LE DIMISSIONI FUTURE CHE FANNO ARRABBIARE CONTE – Il diretto interessato aveva provato ad anticipare tutti, continuando a professare la sua innocenza: ”Spero di essere ascoltato presto dai magistrati per chiarire la propria posizione. Se non arriverà una rapida archiviazione, entro 15 giorni mi dimetto”. Una mossa che non è affatto piaciuta al Premier: “Le dimissioni future non hanno senso. O si danno o non si danno”. 

Il primo commento è quello di Matteo Salvini dall’Ungheria: “I magistrati”, ha detto il Vicepremier “sono pronti a incontrare Siri e dimostrerà la totale estraneità a una vicenda surreale dove due tizi parlavano di lui senza che sia stato fatto nulla. In un paese civile funziona così. Lascio a Conte e Siri le loro scelte. A me va bene qualunque cosa, se me la spiegano”.

Soddisfatto dell’intervento del Presidente del Consiglio, Luigi Di Maio che nelle scorse ore aveva più volte chiesto le dimissioni del leghista: “Non esulto e non credo sia una vittoria. Detto questo sono contento che il governo ora possa andare avanti perché il caso Siri si chiude”. Dal 18 aprile scorso, data in cui era stata resa nota la notizia dell’indagine sul sottosegretario, i 5 stelle ne chiedevano le dimissioni senza risultati. Chi tace, almeno per ora, è l’interessato: ha pochi giorni per decidere se farsi scaricare definitivamente dal cdm, o andarsene per primo”.

 

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