Manovra da 23 miliardi, 8 per taglio tasse: IV e FI ne chiedono di più

(Teleborsa) – Dovrebbe valere 23 miliardi la prossima Legge di Bilancio. E’ quanto emerge al termine della cabina di regia sul Documento programmatico di bilancio (dPb) che si è svolta stamane a Palazzo Chigi. Secondo quanto riferiscono diversi partecipanti alla riunione, sarebbe stato confermato che alla prossima manovra saranno destinate risorse pari all’1,2% di PIL e il valore si aggirerà, appunto, intorno ai 23 miliardi.

Otto miliardi dovrebbero essere stanziati per il taglio delle tasse, cifra che sarebbe stata annunciata nel corso della riunione, ma alcuni rappresentanti dei partiti di maggioranza sono in pressing per uno stanziamento maggiore per ridurre il cuneo fiscale.

In cabina di regia ci è stata fatta una proposta di circa sette miliardi per il taglio delle tasse, più un miliardo che già era in bilancio: noi pensiamo ci sia lo spazio per uno sforzo ulteriore. Tutti i partiti chiedono di tagliare le tasse: è un po’ strano che si faccia col braccino corto, con un terzo delle risorse della manovra. Chiediamo che si arrivi almeno a dieci miliardi, lo abbiamo domandato noi e anche FI”. Lo dice Luigi Marattin (Iv), lasciando Palazzo Chigi con il ministro Elena Bonetti. “L’impianto della manovra è ottimo, con tante scelte pro crescita. Ma se ci sono soldi al Reddito, è giusto tagliare le tasse”.

Nella manovra “ci sono dei soldi in più sul reddito di cittadinanza, abbiamo chiesto la riforma del meccanismo e ci sono state date assicurazioni” dal ministro dell’economia Daniele Franco, ha aggiunto Marattin. “Dato che ci sono soldi in più su questo – aggiunge – a maggior ragione chiediamo di aumentare le risorse per il taglio delle tasse”.

Anche i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta nel corso della cabina di regia hanno chiesto a nome di Forza Italia di aumentare quanto più possibile lo stanziamento per il taglio del cuneo fiscale (auspicabilmente fino a 10 miliardi) a favore di imprese e lavoratori. Lo si apprende da fonti di FI. Allo stesso tempo i ministri azzurri ritengono indispensabile una revisione del reddito di cittadinanza, con maggiori controlli nei confronti dei beneficiari e un deciso rafforzamento delle politiche attive

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