Manovra, Bruxelles chiama e Roma risponde: deficit al 2,4% nel 2019, ma poi scende

(Teleborsa) – Vola lo spread, che sfonda quota 300, e cambia la manovra. Sono bastati due giorni di tensioni, la fiammata sui mercati e il pressing di Bruxelles, per far tornare il governo gialloverde, parzialmente, sui suoi passi. La bandiera del deficit record al 2,4%, infatti, continua a sventolare. Almeno per la manovra del 2019. Ma per i due esercizi successivi l’asticella scenderà: secondo le prime stime, nel 2020 al 2,2%, fino alla riduzione al 2% nel 2021. Non resterà dunque fissa al 2,4% nei prossimi tre anni, come invece era stato annunciato all’inizio.

LO SPREAD SALE? L’ASTICELLA SCENDE – “Confermiamo il 2,4% e si punta a una diminuzione del debito negli anni successivi grazie alla crescita che ci sarà e ai tagli agli sprechi prodotti dal lavoro del nostro team ‘mani di forbici'”. Aveva anticipato il vice premier e ministro Luigi Di Maio a proposito della manovra economica.

SEGNALI DI PACE Insomma, Bruxelles chiama e Roma risponde. E’ questo infatti il segnale, piuttosto chiaro, che il governo ha deciso di mandare per evitare che la Commissione europea si avvii verso una bocciatura della manovra finanziaria, la più accreditata delle ipotesi, sic stantibus rebus. Ma le cose sembrano essere cambiate. Dunque, non resteremo inchiodati al 2,4% per tre anni, come annunciato finora. Una novità con la quale da Roma tentano di rassicurare Bruxelles ma anche i mercati, piuttosto nervosi.

E’ stato il premier Conte ad annunciare la discesa del debito ieri sera dopo il vertice fiume durato più di due ore a Palazzo Chigi con i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti, i ministri dell’Economia, Giovanni Tria, e degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e i due sottosegretari dell’Economia in attesa di diventare viceministri, Laura Castelli (5 stelle), e Massimo Garavaglia (Lega).

“Abbiamo lavorato a disegnare la manovra in modo da accelerare la discesa del rapporto debito-Pil in modo consistente nell’arco del triennio”, ha detto il presidente del Consiglio. Che ha aggiunto: “Abbiamo terminato la riunione dedicata ai dettagli della manovra economica. Confermiamo le anticipazioni che ci avevano indotto a definirla seria razionale e coraggiosa. Confermiamo il programma delle riforme annunciate che partiranno già nel 2019”.

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