Manovra 2020, tensione in Parlamento: cosa sta succedendo all’opposizione

Respinti tutti gli emendamenti alla Manovra: la potesta delle opposizioni

La Manovra economica per il 2020 è agli ultimi passaggi in Parlamento. Domenica 22 dicembre arriva alla Camera con il voto di fiducia e l’approvazione definitiva è prevista per lunedì 23 dicembre. Non sono mancate, tuttavia, le tensioni, sia tra maggioranza e opposizione che all’interno della stessa maggioranza.

Se l’Italia vuole evitare l’esercizio provvisorio deve approvare la Legge di Bilancio entro il 31 dicembre. Con la pausa natalizia in mezzo i tempi sono molto stretti e non c’è modo di introdurre ulteriori modifiche. Dopo l’approvazione della legge al Senato, nei giorni scorsi, il testo va approvato così com’è anche alla Camera, perché non ci sarebbe più il tempo per un ulteriore passaggio nell’Aula di Montecitorio.

Per questo motivo gli emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati tutti respinti ieri in Commissione Bilancio alla Camera, in una seduta durata circa mezz’ora. La decisione ha sollevato le proteste dei partiti di opposizione, che hanno accusato la maggioranza di violare la democrazia parlamentare e dunque la Costituzione per la mancata discussione sul testo di legge. A questo proposito, le opposizioni avevano già annunciato il ricorso alla Consulta.

Il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha tuttavia spiegato le ragioni che hanno impedito di modificare il testo di legge della Manovra già approvato al Senato, parlando di problemi oggettivi, legati alla tempistica dell’iter parlamentare. Non c’è più tempo, infatti, per un’ulteriore lettura in Senato, la terza. Perché se il testo di legge fosse modificato alla Camera dovrebbe tornare di nuovo in Senato per l’approvazione finale.

La Legge di Bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre, altrimenti l’Italia rischia di andare in esercizio provvisorio, una situazione che non si verifica da più di trent’anni e che, ha sottolineato il vice ministro, va assolutamente evitata. Anche perché l’esercizio provvisorio avrebbe conseguenze negative sui mercati e nei confronti dell’Unione Europea.

In Commissione Bilancio alla Camera erano stati presentati 1.130 emendamenti, circa 40 erano stati subito dichiarati inammissibili per estraneità di materia e altri 300 per mancanza di copertura. Poi gli altri sono stati respinti. Quindi la Commissione ha dato mandato al relatore a riferire in Aula alla Camera sulla Legge di Bilancio.

Le tensioni, comunque, sono presenti anche all’interno della stessa maggioranza, in particolare sui provvedimenti del decreto Milleproroghe collegato alla Manovra. Lo scontro riguarda nello specifico la norma sulle concessioni autostradali che prevede il subentro di Anas in caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o autostrade, nell’attesa di individuare un nuovo concessionario. Una norma che è stata contestata soprattutto da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi.

Il decreto Milleproroghe è stato approvato in Consiglio dei Ministri con la formula “salvo intese”. Le norme sulle concessioni autostradali e sull’innovazione digitale non sono state votate dai ministri di Italia Viva.

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