Manovra 2020, a cosa serviranno i 30 miliardi della Finanziaria: proposte e scenari

Obiettivo prioritario è bloccare l’aumento dell’Iva. Confermata Quota 100, mentre la Flat Tax va in cantina

La Manovra 2020 dovrebbe scongiurare il tanto temuto aumento dell’Iva.

Così almeno rassicurano M5S e Pd, e le ultimissime notizie relative alla Finanziaria (al momento) lo confermano. Partiamo dai numeri: la Legge di Bilancio 2020 sarà di circa 30-35 miliardi, così ripartiti:

  • 23,1 miliardi per bloccare l’aumento dell’Iva;
  • 4 miliardi di spese indifferibili;
  • 5 miliardi per il taglio del cuneo fiscale;
  • 5 miliardi per il salario minimo.

Lunedì 30 settembre in Consiglio dei Ministri arriverà la nota di aggiornamento al Def 2019 con un nuovo quadro dei conti pubblici, da cui si potrà capire cosa sarà effettivamente inserito nella nuova Finanziaria. In ogni caso, ci sono pochi dubbi sul fatto che l’obiettivo prioritario del Governo Conte Bis sia scongiurare l’aumento dell’Iva: l’aliquota ordinaria, infatti, potrebbe passare dal 22% al 25,2%, quella ridotta dal 10% al 13%. Il che tradotto vuol dire: impennata vertiginosa dei prezzi. L’impegno del nuovo Esecutivo sarebbe di disattivare le clausole di salvaguardia, per poi risolvere il problema dell’aumento graduale dell’Iva entro il prossimo anno.

Capitolo pensioni: rimane Quota 100, ovvero la possibilità di andare in pensione anticipatamente se si raggiunge appunto quota 100, sommando contributi ed età. Per evitare il boom dei pensionamenti il Governo precedente aveva fissato un limite minimo di 62 anni di età e 38 di contributi. Tutto confermato. Rimane anche la pensione di cittadinanza, ovvero l’integrazione dell’assegno di pensione per gli over 67 che percepiscono meno di 780 euro al mese. Dovrebbe essere prorogata anche Opzione Donna, la possibilità per le lavoratrici di 58 anni, se dipendenti, e 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi di andare in pensione con il ricalcolo contributivo della stessa. Novità allo studio del Governo è invece la pensione garanzia giovani, pensata per i lavoratori che sono interamente nel sistema retributivo e, avendo svolto occupazioni saltuarie, precarie o atipiche, non hanno avuto continuità nei versamenti. Per chi ha 20 anni di contributi e un’età inferiore a 70 anni si prevede un assegno minimo di 650 euro.

La Flat Tax andrà in cantina. Nel 2019 è stata introdotta per le partite Iva, e prevede le aliquote al 5% per le star up degli under 35, e al 15% per coloro che hanno redditi fino a 65 mila euro. Per il 2020 si sarebbe dovuta introdurre l’aliquota ulteriore del 20% per i redditi fra i 65 mila e i 100 mila euro, ma il Governo giallorosso ha bloccato l’estensione della misura, voluta fortemente dal leader della Lega Matteo Salvini, archiviandola come riforma a vantaggio dei soli ricchi.

Restano confermati il reddito di cittadinanza, che subirà forse qualche modifica in tema sanzioni e aspetto assistenzialistico, come richiesto dal Pd, e il taglio del cuneo fiscale, altro obiettivo cardine del nuovo Governo. L’impegno a questo proposito sarebbe di erogare un bonus di 1500 euro in busta paga per 20 milioni di lavoratori. Infine, è prevista anche l’introduzione del famoso salario minimo, su cui spinge molto il M5S.

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