Maggio “freddo” per le vendite al dettaglio

(Teleborsa) – “Un dato poco rassicurante perché se è vero che, in termini di volume, si osserva la prima variazione tendenziale positiva dell’anno, va comunque considerato che l’indice destagionalizzato si posiziona sui livelli più bassi degli ultimi anni”. E’ il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio sulle rilevazioni delle vendite al dettaglio a maggio diffuse dall’Istat risultate appunto ancora una volta deludenti.

“Dalla debolezza della ripresa – continua l’Ufficio Studi – restano più colpiti i negozi con meno di cinque addetti, che registrano una riduzione delle vendite in valore del 2,5%, mentre appare meno difficile la congiuntura delle imprese più grandi. La fiducia delle famiglie continua ad essere precaria, comprimendo la propensione al consumo”.

Il dato di maggio sulle vendite del commercio al dettaglio “continua a fotografare una situazione che non accenna a volgere al bello stabile” – rilancia l’Ufficio economico di Confesercenti – secondo cui “l’anticiclone delle vendite e della spesa delle famiglie” ancora non si affaccia sulla scena economica: la variazione generale in volume è, infatti, negativa, (-0,3%), ma soprattutto presenta il segno meno l’intero periodo che va da gennaio a maggio di quest’anno, (-0,9%) sempre in volume. 

Per il Codacons, non basta l’incremento delle vendite dell’1% a maggio per parlare di ripresa dei consumi in Italia. “In realtà le vendite non stanno affatto crescendo, e rimangono stazionarie rispetto allo scorso anno – spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ evidente come tali dati siano del tutto insufficienti ai fini di una ripresa dei consumi. Nonostante i numeri positivi registrati a maggio, le vendite in Italia sono sostanzialmente ferme, confermando i tanti allarmi lanciati dal Codacons e la mancanza di misure per sostenere il commercio interno”.

Maggio “freddo” per le vendite al dettaglio