Mafia e gioco on line: sequestrati a Malta 6 milioni del tesoro del “Re delle scommesse”

(Teleborsa) – Benedetto Bacchi, detto Nnì, conosciuto come “re delle scommesse” on line, è in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa da quasi un anno per disposizione del Tribunale di Palermo. La novità è che il suo “tesoro”, circa 6 milioni di euro ritenuti da inquirenti e investigatori italiani frutto di attività del gioco ma al servizio della mafia, è stato posto sotto sequestro nello Stato dell’Isola a sud della Sicilia dove era custodito sotto il paravento di quattro società.

Flusso di denaro, secondo chi indaga, che sarebbe arrivato da ben 700 punti scommesse con il marchio B2875 gestiti per conto delle cosche. Ma non è tutto. Gli investigatori della Divisione Anticrimine della Squadra mobile di Palermo hanno anche posto i sigilli a 11 immobili che si trovano fra Palermo e altre zone della Sicilia, sequestrati 3 veicoli e “rapporti finanziari” di altre 4 società con sede a Partinico. E’ comunque su quanto avveniva a Malta che si sono concentrate le attenzioni delle indagini.

Ninì Bacchi, fino a un anno fa imprenditore apparentemente “pulito” e insospettabile nonostante pubbliche strette frequentazioni a Partinico con personaggi chiacchierati, tra cui Francesco Nania, appena scarcerato, e ritenuto da tutti in paese un capomafia, sarebbe stato il manager di riferimento delle organizzazioni mafiose che controllano e traggono enormi utili dalle scommesse on line.

Un altro provvedimento di sequestro riguarda, infatti, anche Francesco Nania, che le indagini avrebbero stabilito essere uno dei soci occulti di Bacchi. Nania aveva una propria società con sede a Ottaviano (Napoli) che opera nel settore alimentare dedita all’esportazione di prodotti siciliani negli Stati Uniti.

La “coppia Bacchi-Nania” avrebbe avuto in ballo tanti altri affari, con diversi importanti “nuovi progetti” nel cassetto. I due sembravano inseparabili. “Ninì” Bacchi era davvero un insospettabile – dice il questore di Palermo, Renato Cortese – chi avrebbe detto che lavorava al servizio delle cosche?”. Dieci anni fa l’uomo dichiarava al Fisco un reddito di 662 euro. Poi, all’improvviso, si trasformò nel “Re” siciliano delle scommesse on line.

“Quello dei giochi è un settore oggi strategico per l’organizzazione criminale – spiega il Questore Cortese – quanti altri Bacchi ci sono in giro? Quanti altri insospettabili al servizio della mafia degli affari? Gente che frequenta i salotti buoni della città e poi aiuta l’organizzazione mafiosa a realizzare sempre nuovi investimenti, magari attraverso il web”.

Benedeto Ninì Bacchi era molto attento nel curare la propria immagine di benestante, ma anche di persona impegnata nella beneficenza e nel sociale. Proseguono intanto le indagini patrimoniali sul suo conto e su quanti sospettati di essere in rapporti d’affari con lui.

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