Madia si scorda dei precari e ANIEF si prepara a nuove battaglie

(Teleborsa) – “E’ stato firmato, dal ministro Madia nel mese di ottobre, un atto di indirizzo che riguarda anche il personale della scuola però questo atto di indirizzo, che dovrebbe essere propedeutico alla firma dei contratti, ci delude”.

Questo è quanto dichiara in un’intervista Marcello Pacifico, presidente del sindacato della scuola ANIEF, e prosegue: “delude noi, delude i lavoratori della scuola;  ANIEF è nettamente contraria a questo atto di indirizzo e quindi alle procedure contrattuali che avverranno”.

Spiega infatti che in questo atto di indirizzo non è citato il problema del precariato ed il problema di coloro che sono entrati di ruolo dopo anni di precariato.

“La giurisprudenza è unanime oramai con la  Corte di Cassazione: chi è precario o lo è stato, ha ed aveva diritto alla stessa progressione di carriera di chi è di ruolo ed intanto gli scatti non ci sono, anzi non è stato corretto neanche quel contratto integrativo firmato dagli altri sindacati nel 2011 che prevede il blocco del primo gradino stipendiario per gli immessi in ruolo”.

Tutto questo alla luce delle sentenze della Cassazione che riconoscono gli scatti stipendiali ai precari – insiste il presidente – “non è più possibile perché i contratti sono illegittimi le leggi sono illegittime, ci saremmo aspettati che gli altri sindacati rappresentativi firmassero o addirittura chiedessero l’apertura di un tavolo, proprio sull’integrazione di questi contratti alla luce della giurisprudenza”.

“Tutto questo non c’è ancora – prosegue Pacifico – i precari vengono discriminati e poi si parla di nuovi concorsi che ancora una volta ignorano il fatto che ci sia una giurisprudenza e che ci siano delle sentenze del TAR del Lazio, molte ottenute proprio da ANIEF, anche in merito alla categorie degli esclusi,  e  ancora una volta si dimentica che basterebbe semplicemente andare a assumere gli abilitati là dove sono presenti nelle graduatorie d’istituto,  così da smaltire e trasformare tutto l’organico di fatto in un organico di di diritto”.

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