L’UE richiama l’Italia: “piano di aggiustamento entro aprile”

(Teleborsa) – Non è una bocciatura, ma un richiamo quello che l’UE ha inviato all’Italia, nella missiva che illustrava la situazione dei conti pubblici ed evidenziava i rischi “potenziali” dell’ultima Legge di stabilità, approvata nel dicembre scorso. 

Come noto, Bruxelles dovrà decidere entro metà maggio sull’adeguatezza della legge di bilancio italiana, ma c’è un’altra scadenza cruciale: quella del 15 aprile. Entro questa data il governo italiano dovrà presentare alla Commissione il nuovo Documento economico e finanziario, composto da due parti: Legge di stabilità e Piano nazionale delle riforme. 

La presunta lettera di richiamo dell’UE all’Italia ha scelto in realtà la formulazione più “soft” possibile, per mettere sull’attenti il governo italiano ed assicurare che vi siano misure di risanamento adeguate  a permettere che l’Italia centri il target di medio termine di riduzione del debito. Tutto dipenderà dunque dalle garanzie che Roma darà a Bruxelles, anche attraverso il piano di riforme e con informazioni più dettagliate sul percorso di “risanamento” dei conti pubblici. E da qui dipenderà anche il “margine di flessibilità” che i responsabili europei saranno disposti a concedere. 

E’ su questi presupposti che il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha commentato con soddisfazione la missiva giunta da Bruxelles, affermando che non si tratta di un richiamo, ma di un riconoscimento di quanto fatto e di quanto c’è ancora da fare. “L’eventuale lettera fa parte delle procedura standard, non c’è niente di nuovo”, ha affermato il numero uno dell’Economia, spiegando che c’è stato “il riconoscimento che il debito si è stabilizzato e che comincerà a scendere” e che “ci sono alcuni margini di aggiustamento che andranno sfruttati”.

Anche il Commissario europeo agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, ha affermato che  “c’è un certo grado di flessibilità di cui l’Italia può beneficiare”, ma anche “regole da rispettare”, confermando che dalla recente visita di Juncker a Roma “c’è un clima nuovo” nelle relazioni fra Italia ed UE.

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