Luci ed ombre sulla ripresa economica nazionale

(Teleborsa) – I timori di un rallentamento dell’economia globale spaventano i mercati finanziari, con Cina e Stati Uniti impantanati nelle lunghe trattative commerciali sui dazi che inevitabilmente pesano sul PIL della prima e seconda potenza mondiale.

L’Europa, invece, guarda con attenzione alle elezioni politiche europee e alle prossime mosse del Governo italiano sulle riforme necessarie al rilancio dell’economia del Bel Paese, che fatica a riprendersi rispetto alle sorelle del Vecchio Continente.

Segnali parzialmente positivi arrivano da Bankitalia, secondo la quale risulta attenuato il pessimismo delle imprese, dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti. Nell’indagine condotta dall’Istituto di Via Nazionale sulle aspettative di inflazione e crescita, tra il 27 febbraio e il 20 marzo 2019 le attese a breve sulle condizioni economiche delle imprese sono divenute meno sfavorevoli, sostenute in parte dalle migliori valutazioni sulle condizioni di accesso al credito e dalla minore incertezza relativa a fattori economici e politici, che tuttavia secondo le imprese intervistate continua a costituire il principale ostacolo alla loro attività. Le valutazioni sull’andamento corrente della domanda sono nuovamente peggiorate sia per la componente interna sia per quella estera, mentre le attese a breve termine sulla domanda sono tornate invece a migliorare, soprattutto nella componente estera.

Il saldo tra le attese di aumento e di diminuzione della spesa nominale per investimenti nel 2019 rispetto al 2018 è positivo, ma inferiore alla precedente rilevazione. Le attese sull’occupazione sono, invece, favorevoli in tutti i comparti. Nel settore edile il saldo è diventato positivo “portandosi sul valore più elevato da quando il settore è stato incluso nell’indagine all’inizio del 2013“.

Dello stesso avviso l’Istat, con i risultati delle indagini di aprile sulla fiducia delle imprese che confermano la debolezza dell’attuale fase ciclica, pur lasciando intravedere qualche segnale positivo nei servizi e nelle costruzioni, dove migliorano le aspettative sugli ordini e la domanda. Secondo l’Istituto di statistica nazionale si delinea uno scenario complessivamente incerto sia nel commercio sia nel settore manifatturiero, nel quale si registra un calo contenuto dell’indice.

Tra i consumatori, invece, l’indice di fiducia è sceso ancora in aprile toccando il livello più basso da agosto 2017. Il calo dell’indice di fiducia dei consumatori riflette il deterioramento di tutte le sue componenti mentre l’indice di fiducia delle imprese diminuisce in quasi tutti i settori, ma con intensità diverse. Nella manifattura la flessione è lieve, nei servizi risulta più consistente e nel commercio al dettaglio è più marcata. Bene invece le costruzioni.

Preoccupata Confcommercio, soprattutto da un possibile aumento dell’IVA che potrebbe essere un danno per famiglie e imprese e segnare ancor più la ripresa in un momento di stagnazione dei consumi.

“Aumentare l’IVA significa aumentare le tasse e deve essere chiaro a tutti che famiglie e imprese non potrebbero sopportare un ulteriore aumento delle tasse in una fase economica in cui i consumi sono sostanzialmente fermi”, ha dichiarato il vicepresidente vicario di Confcommercio, Lino Stoppani.

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