Luca Parmitano: un successo la riparazione di AMS-2

(Teleborsa) – A un mese dal rientro dallo spazio, dove ha trascorso 201 giorni a bordo della stazione spaziale internazionale, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano ha raccontato la missione Beyond rispondendo in videoconferenza con l’Agenzia Spaziale Italiana alle domande dei giornalisti. La missione, la sua seconda di lunga durata, che ha visto impegnato in oltre 250 esperimenti e soprattutto nella riparazione dello strumento AMS-2, il cacciatore di antimateria, nel corso di quattro attività extraveicolari durate complessivamente quasi 32 ore e assumendo il ruolo di comandante della stazione spaziale.

Parmitano si è detto già perfettamente riadattato, rientrato nel peso corporeo e ritenersi tra il 95 e il 99 per cento delle capacità fisico-motorie. Risultato evidente della precedente esperienza in orbita e della migliore preparazione alla fase di rientro a terra. Ha poi descritto il momento in cui è diventato comandante della stazione come il più impegnativo della missione Beyond. “Sebbene arrivassi da veterano sulla ISS, nel momento in cui ho preso il comando è cambiato il mio approccio con l’equipaggio. Un passaggio impegnativo e al tempo stesso un momento di crescita professionale, una leadership cooperativa che dal punto di vista umano è stato l’aspetto più importante e ha rappresentato un momento fondamentale di crescita professionale”.

Luca Parmitano, il quale ha lungamente documentato i segni dei cambiamenti climatici apparsi evidenti dall’orbita con la speranza – come egli stesso ha sottolineato – di avere elevato il livello di consapevolezza sulla fragilità del pianeta, ha parlato dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus invitando a non lasciarsi prendere dal panico. “E’ importante avere fiducia nelle risorse e capacità di chi lavora per contenere e combattere il contagio” – ha detto, ricordando come a bordo della stazione spaziale si effettuano esperimenti sui virus che danno importanti risultati. “Ci sono due modo per unire gli esseri umani: avere un nemico comune o unire le risorse”. Da qui l’invito ad affrontare i problemi in maniera sistemica.

Tornando alla missione Beyond, il successo della riparazione di Ams-2, essere riusciti a fare upgrade del sistema di raffreddamento, consentirà di raccogliere dati sulla materia cosmica e migliorare la comprensione dell’universo. L’aspetto tecnico della complessa attività extraveicolare è stato al centro dell’anno che ha preceduto la missione di Luca Parmitano. “Ci siamo preparati a lungo e in modo approfondito. Per lo sviluppo delle sequenze abbiamo utilizzato la piscina al centro spaziale di Houston, per l’uso della strumentazione abbiamo utilizzato un sistema di sospensione robotizzato fuori dall’acqua che simula le condizioni di assenza di gravità, inoltre un sistema integrato di realtà virtuale. Una volta in orbita si scopre una certa familiarità con le condizioni di lavoro e gli strumenti appositamente ideati per il tipo di lavorazione”. Ams-2 non era stato disegnato per essere oggetto di attività extraveicolare, si trattava di ripararlo senza romperlo, a cominciare dalla bullonatura con cui era stato fissato. Nell’ultima attività extraveicolare si è provveduto a riparare una delle connessioni che risultava non perfettamente stagna. Ora il sistema funziona perfettamente e i risultati superiori alle aspettative.

Nel corso della missione Beyond, Parmitano ha interagito con il sistema di intelligenza artificiale Simon a bordo della stazione. Un sistema che non dotato ancora di una sua autonomia ma destinato a crescere e fornire un contributo anche dal punto di vista psicologico. I tecnici della NASA si sono complimentati per l’aspetto ingegneristico del robot. “Ho chiesto a Simon di raccontarmi delle barzellette, il senso di houmor di Simon mi ha aiutato a rilassarmi” – ha raccontato l’astronauta. Risultato oltre le aspettative anche per l’esperimento con rover Interact, situato nei pressi del centro Estec dell’Agenzia Spaziale Europea in Olanda e telecomandato nell’ambito della missione lunare simulata Analog-1. “Abbiamo ancora qualche anno davanti prima di essere pronti a sfruttare appieno questo tipo di tecnologia – ha detto Parmitano – Tuttavia i risultati sono andati ben oltre le aspettative. Il rover rispondeva perfettamente, eseguendo la serie di operazioni programmate. L’esperimento ha dimostrato la capacità di lavorare in maniera integrata con gli scienziati. Ritengo che con i dati raccolti in questa missione, allorquando avremo a disposizione un rover dedicato all’esplorazione lunare, saremo pronti per impiegare proficuamente questa tecnologia. La guida del rover dalla stazione ha dimostrato la capacità di controllarne i movimenti, per cui possiamo pensare ad applicazioni non solo sulla Luna o altro corpo celeste ma anche in zone impervie sulla Terra”.

Quanto al suo futuro, Luca Parmitano ha ricordato che sarà di supporto agli astronauti che saranno chiamati a svolgere missioni sulla stazione spaziale e, tra le righe del discorso, non ha nascosto la speranza di dare il proprio contributo al programma di esplorazione lunare Artemis.

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Luca Parmitano: un successo la riparazione di AMS-2