Lottomatica, Angelozzi: “Con pandemia 20 miliardi spostati su circuiti illegali”

(Teleborsa) – “Il Rapporto Lottomatica-Censis dimostra in maniera chiara che il settore può essere un partner formidabile dello Stato su legalità, salute, fiscalità, impresa e lavoro se lo Stato, attraverso regole chiare e stabili, decide di tornare a valorizzare il ruolo dei suoi concessionari e della filiera del gioco legale”. È quanto affermato l’amministratore delegato Lottomatica, Guglielmo Angelozzi, intervistato in occasione della presentazione “Rapporto Lottomatica-Censis sul Gioco Legale” in Italia svoltasi questa mattina presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica.

Per il 66,8% degli italiani gioco legale rappresenta un argine all’illegalità. Cosa ha dimostrato in questo senso l’esperienza pandemica?

“La pandemia ci ha dato la prova provata di questa affermazione. Durante questi due anni, e in particolare durante i 12 mesi in cui siamo stati chiusi circa 20 miliardi di euro si sono spostati dai circuiti legali a quelli illegali. Ci sono stati un’operazione di polizia e un sequestro ogni due giorni: una cosa mai vista. Migliaia di siti che non operano attraverso concessioni italiane e portano i flussi all’estero sono stati intercettati dalle forze di polizia e dai monopoli di Stato. Quindici anni fa il regolatore decise di normare il mercato non regolato che pre-esisteva proprio perché aveva la consapevolezza dell’esistenza di una domanda gestita attraverso un’offerta illegale o borderline. La pandemia ci ha ricordato che questa cosa è vera”.

Il settore è in ripresa attualmente?

“Il settore sta iniziando faticosamente a uscire dalla crisi. Dopo un anno di inattività qualunque comparto industriale è provato. Saranno mesi difficili, mesi complicati, e auspichiamo di avere un supporto da parte dello Stato per far ripartire nel migliore dei modi possibili anche questo comparto e tutelare i livelli occupazionali”.

Mentre il gioco su rete fisica è stato bloccato dall’emergenza Covid, sul fronte dell’online come è andata?

“L’online è sicuramente cresciuto e ha consentito di recuperare una parte dei flussi che altrimenti si sarebbero anch’essi dispersi inseguendo l’offerta illegale. Certamente – come dimostrano i 20 miliardi finiti nei circuiti illegali – la crescita dell’online non ha compensato la perdita del gioco su rete fisica”.

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