L’OPEC ha visto giusto: il greggio risalirà e la sua quota pure!

(Teleborsa) – Sono fosche le previsioni sul mercato petrolifero dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che preannuncia uno scenario simile agli anni ’70 e lancia un allarme sulla sicurezza delle forniture mondiali. 

Secondo l’Agenzia che ha sede a Parigi, il prezzo del petrolio tornerà a 80 dollari al barile, ma solo nel 2020, e con uno scenario radicalmente mutato rispetto a quello concorrenziale di oggi. E’ quanto contenuto nel World Energy Outlook 2015, presentato oggi a Roma preso la sede dell’Eni.

L’AIE però teme che il cartello dei produttori mediorientali torni a formare un quasi monopolio delle forniture di petrolio, riportando nell’arco di pochi anni la sua quota di mercato dall’attuale 50% al 75%, con ricadute negative sulla sicurezza degli approvvigionamenti. 

Come previsto, questa evoluzione sarebbe frutto del braccio di ferro dell’OPEC, che sta rinunciando a parte delle entrate attuali, in vista di benefici futuri, Infatti, l’Agenzia conferma che solo l’OPEC è in grado di sostenere prezzi sotto i 40 dollari al barile, mentre gli altri produttori saranno colpiti da una selezione naturale di stampo darwiniano.

Sul problema del crollo delle quotazioni del greggio è intervenuto anche il Presidente di Eni, Emma Marcegaglia, la quale ha preannunciato per la compagnia petrolifera “scelte importanti e difficili”. 

“C’è un eccesso di offerta e per la prima volta l’OPEC non ha svolto quel ruolo di stabilizzatore che ha avuto in passato”, ha confermato il numero uno della società del Cane a sei zampe, ipotizzando che vi sia un “cambiamento strutturale” cui seguiranno scelte in merito agli investimenti futuri.

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