Londra chiederà scusa alla Giamaica per la schiavitù imposta

Potrebbe essere più impegnativa del previsto la visita di David Cameron in Giamaica, iniziata oggi. Il primo ministro britannico si troverà ad affrontare lo spinoso problema della schiavitù, per la quale il governo giamaicano pretende risarcimenti per svariati miliardi di sterline.

Il problema è da tempo sul tavolo di Downing Street, che a sua volta ha fatto sapere che le riparazioni o le scuse per la schiavitù, in questo momento, non sono il giusto approccio al problema e che sollevarlo adesso servirebbe solo a fare ombra sul viaggio diplomatico di Cameron sull’isola, dove affronterà il Parlamento Giamaicano.

Prima del viaggio di Cameron nell’isola caraibica, Sir Hilary Beckles, presidente della Commissione che sovrintende le “riparazioni” accolte e che impegnano il Governo di Londra, ha portato le sue richieste al governo giamaicano, per dar seguito ai colloqui sul fare ammenda per la schiavitù promossa nei confronti della Giamaica, da James Duff nel 1700.

Il primo ministro della Giamaica, Portia Simpson Miller, aveva già preteso dalla Gran Bretagna delle scuse ufficiali, in un discorso tenuto alle Nazioni Unite nel 2103, ma Londra non ha mai accettato la proposta per l’implicito impegno a mettere anche mano al portafoglio, in modo consistente, per un’azione di compensazione.

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