Logistica, treno e intermodalità determinanti pilastri dell’economia

(Teleborsa) – E’ un filo sottile a legare la possibilità di disporre ogni giorno nei supermercati dei prodotti alimentari e per la pulizia di uffici e case, la distribuzione di medicinali e materiale sanitario, le consegne a domicilio sempre più indispensabili in questo periodo di emergenza contagio da Covid-19 e le altre diverse necessità a cui altrimenti dovremmo rinunciare. A muovere le merci, anche in pieno lockdown in corso, è la logistica: settore industriale diventato ancora più essenziale in queste settimane insieme all’intermodalità, con il treno in posizione di preminenza per rapidità, affidabilità e sicurezza. Anche perché, e soprattutto, permette di risparmiare l’impegno di addetti e autisti, oltre che offrire considerevole aiuto alla difesa dell’ambiente con decisamente basse emissioni di CO2.

Il sistema è alla base della necessità del Paese. Assicura approvvigionamento delle imprese, produzione e distribuzione dei prodotti. Servizio essenziale che in quanto tale non ha mai interrotto le proprie attività, continuando a servire le filiere rimaste aperte fino ad arrivare nelle nostre case. “L’industria delle industrie – l’ha opportunamente chiamata Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council (FLC), l’Associazione che riunisce i maggiori player della logistica nazionale – che in un momento in cui molte cose che davamo per scontate non lo sono più, trasporti e logistica sembrano trasmetterci un po’ di normalità continuando a fare il loro lavoro. Ma la crisi legata all’emergenza sanitaria da Covid-19 non sarà una passeggiata neppure per le imprese del settore, che dovranno reagire con forza ed esplorare modalità operative coraggiose per sopravvivere allo shock”

In un’intervista rilasciata a FSNews, Testata giornalistica on line del Gruppo Ferrovie dello Stato, Massimo Marciani ha fatto presente quali siano state i maggiori impatti sulla distribuzione delle merci dal sorgere dell’emergenza coronavirus alla luce delle necessarie misure di sicurezza disposte. I livelli di difficoltà sono diversi. A cominciare dalla consegna al personale operativo degli indispensabili dispositivi personali di protezione e l’adozione di un preciso protocollo per garantire la sicurezza delle consegne attraverso comportamenti corretti dei propri corrieri. Marciani ha appunto sottolineato come “molte tipologie di merci, come l’agroalimentare, che solitamente viaggiano su strada, sono salite in treno. Il trasporto intermodale ferroviario ha facilitato l’export di prodotti italiani limitando il ricorso agli autisti e le problematiche legate al contagio”.

Poi ci sono gli impatti sulle catene logistiche globali – ha aggiunto il Presidente FLC – che ci sembrano lontane, ma che sono alla base di molti beni che consumiamo quotidianamente. Con la crisi in corso, alcune caratteristiche del sistema si sono rivelate debolezze, per esempio la delocalizzazione eccessiva o l’estremizzazione dei modelli just-in-time. E con la crisi in corso, alcune caratteristiche del sistema si sono rivelate debolezze, per esempio la delocalizzazione eccessiva o l’estremizzazione dei modelli just-in-time”.

Molti, dunque, gli accorgimenti per mettere l’intero sistema in sicurezza. E l’intermodalità è uno di questi, come dimostrano anche le difficoltà registrate dal trasporto su gomma. I controlli sanitari alle frontiere hanno causato code di Tir chilometriche, dal momento che oltre l’80% delle merci viaggia su strada e che anche il trasporto marittimo ha subito molte cancellazioni di viaggi programmati, mentre hanno registrato un grande incremento i noleggi di aerei cargo e molte compagnie utilizzano ora i propri aeromobili per trasporto passeggeri appunto con funzioni cargo, viste le “restrizioni” del momento per i trasferimenti delle persone.

Per Massimo Marciani, “se osserviamo la Cina come front runner della crisi – emerge che, mentre le attività portuali e il trasporto su strada si sono pressoché interrotte nel periodo del Covid-19, il trasporto ferroviario ha continuato a svolgere regolarmente il proprio servizio. E questa è indubbiamente una buona pratica da adottare anche in altre condizioni e in altre latitudini”.

Sulla preparazione della logistica alla Fase 2, il Manager di Freight Leaders Council appare molto deciso. “Il primo errore da non fare è sprecare questa occasione – ha dichiarato – perché è una crisi dolorosa, una delle più gravi che si sia mai abbattuta sul nostro Paese e in tutto il mondo, con ripercussioni che ci porteremo dietro a lungo: non lasciamo che passi invano. Le aziende devono rinnovarsi facendo leva su quelle che oggi si sono rivelate debolezze: avvicinare produzioni e scorte ai mercati di consumo, ridurre il numero di fornitori anziché subappaltare selvaggiamente rincorrendo il prezzo più basso, sfruttare al massimo gli sviluppi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in un’ottica di trasparenza sull’intera filiera, perseguire modelli di economia circolare”.

“In questo momento di crisi si sono levate molte voci per chiedere di abbandonare ogni velleità ambientale – ha voluto precisare Massimo Marciani – ma ritengo invece che per le aziende sarebbe un grande errore tornare indietro nel processo di sostenibilità che si avviato verso un nuovo Green Deal planetario. Su tutto questo il FLC sta ragionando insieme a più di 70 stakeholder del settore, tra rappresentanti delle imprese, istituzioni e accademici. Esperti che si sono riuniti intorno a un tavolo virtuale costituendo il primo Think Tank della Logistica (TTL) per ragionare sulla sfida attualmente più grande di tutte: come ripartire dopo l’emergenza Covid-19. È un’iniziativa che il FLC coordina con il supporto di Ebilog, l’Ente bilaterale del settore, e che porterà alla stesura di linee guida da condividere non solo con gli operatori, con le istituzioni e la politica, ma anche con la gente comune”.

Il treno, in ogni caso, è ed è destinato a ricoprire un ruolo sempre più determinante, soprattutto per quanto riguarda il trasporto delle merci da un punto all’altro dell’Europa (ed oltre, se si guarda ai lunghi collegamenti ferroviari diretti con la Cina, n.d.r.), da vero pilastro fondamentale dell’intermodalità e di conseguenza irrinunciabile supporto della logistica, oltre che “vero amico e alleato” per la salvaguardia dell’ambiente.

Il Gruppo FS, nei giorni del lockdown europeo, con circa 2,5 milioni di tonnellate di merci trasportate dal 24 marzo a Pasqua, attraverso il Polo Mercitalia e la sua società Mercitalia Logistics (MIL) ha consegnato 45.000 tonnellate di prodotti direttamente ai negozi della grande distribuzione organizzata, in Italia e in Francia. MIL, oltre ad alimenti e beni di prima necessità, ha anche cominciato a trasportare disinfettanti e medicinali alle “case circondariali” e ha garantito 700 quintali tra razioni, vestiario, medicinali e disinfettanti a Esercito e Marina Militare, oltre al carburante per le Forze Armate.

Mercitalia Rail (MIR), la cui attività si estende anche all’estero, ha collegato tutta Italia a 19 Paesi europei, con circa 2.840 treni che hanno trasportato 1,3 milioni di tonnellate di merce. TX Logistik Group (TXL) ha mantenuto attivi i collegamenti negli 11 Paesi europei dove opera, con 600 treni e 360.000 tonnellate di merce trasportate, il 60% delle quali dall’Italia al resto del Continente. In particolare hanno viaggiato su ferro circa 8.000 container dai porti del Nord Europa agli inland terminals tedeschi, togliendo 4.000 camion dalle strade. Dal 6 aprile ha raddoppiato i treni per il Gruppo svedese Coop, con una diminuzione di 520 camion ogni settimana e 9.600 tonnellate di CO2 all’anno.

Da parte sua, Mercitalia Intermodal (MII) ha trasportato 25.000 unità tra semirimorchi, casse mobili e container, un terzo circa delle quali per prodotti alimentari e per l’igiene e un 10% di prodotti chimici e industriali necessari per articoli sanitari e disinfettanti. Oltre 14.000 tonnellate di zucchero hanno raggiunto da Francia e Germania i principali produttori europei di bibite e dolci.

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