L’Italian Style prende sempre più piede negli Stati Uniti

(Teleborsa) – Con oltre 50 mila euro di PIL pro-capite, ma soprattutto con circa 37 mila euro di reddito disponibile per consumatore, gli Stati Uniti sono il mercato avanzato con il maggiore potere d’acquisto. Nonché il più grande, considerando la popolazione residente di oltre 320 milioni di persone e il ceto medio di oltre 220 milioni. Gli americani amano le cose belle provenienti dall’Italia, i prodotti belli e ben fatti (BBF) in grado di incorporare e trasmettere quello che più cercano dal Paese: la cultura.

Dai dati dell’ultimo rapporto Esportare la dolce vita elaborato da Centro Studi di Confindustria CSC emerge che negli USA sarà almeno del 28% la crescita cumulata tra il 2016 e il 2022 di importazioni di prodotti belli e ben fatti provenienti dall’Italia, fino a raggiungere quasi 13 miliardi nel 2022 (2,8 miliardi in più nei prossimi sei anni), confermandosi il primo mercato.

Questa previsione rappresenta solo lo scenario prudenziale, di conservazione delle quote di mercato. Con l’aumento delle quote, l’import potenziale dall’Italia potrebbe arrivare fino a 20 miliardi.

I prodotti BBF italiani hanno già conquistato tra il 2011 e il 2015 una fetta più ampia delle importazioni americane nella maggior parte dei settori analizzati (in particolare: alimentare, abbigliamento e tessile-casa, calzature e occhialeria) o, comunque, hanno consentito all’Italia di rimanere il primo esportatore dell’Unione europea in USA (nell’arredamento e nell’oreficeria gioielleria). Tuttavia, il posizionamento dell’Italia negli USA è ancora inferiore al potenziale e, quindi, la crescita nei 50 stati federati americani rappresenta una grande opportunità per le imprese BBF italiane.

L’Italian Style prende sempre più piede negli Stati Uniti