L’Italia è profondamente integrata nell’Europa

(Teleborsa) – L’economia italiana è profondamente integrata in quella europea e l’appartenenza per il nostro paese è fondamentale per tornare a crescere e per fronteggiare le sfide globali che provengono dai mercati, dalla tecnologia, dai cambiamenti geopolitici, dai flussi emigratori.

Questo il messaggio forte lanciato al mondo politico della finanza, dell’industria e del lavoro dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dall’assemblea annuale dell’istituto.

“Saremmo stati più poveri – ha spiegato il Governatore – senza la nostra appartenenza all’Europa e lo dovinteremmo se dovessimo farne un avversario”. Quindi una “sollecitazione a partecipare al rafforzamento delle istituzioni e al completamento dell’unione economica e monetaria. Ricordando che devono essere chiare le responsabilità da condividere, gli obbiettivi da perseguire, gli stumenti da utilizzare, nella consapevolezza che, anche per chi risparmia, investe e produce le parole sono azioni e che nell’oscurità le parole pesano il doppio”.

Il Governatore ha risposto anche ai critici che vedono nell’Europa un freno all’economia del nostro paese: “la debolezza della crescita dell’Italia non è dipesa nè dall’Unione europea nè dall’euro, quasi tutti gli stati membri hanno fatto meglio di noi”.

Per Visco infatti ha pesato sul ritardo del nostro paese il cambiamento tecnologico, la spacializzazione produttiva dell’Italia in settori maturi e l’alto debito pubblico.

Riguardo alla situazione economica attuale, Visco ha ricordato che la guerra dei dazi ha creato gravi difficoltà al commercio internazionale e soprattutto a paesi come il nostro, orientato all’export. L’altro motivo di frenata della crescita è dovuto alla flessione del settore auto.

Riguardo alle misure del Governo, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni a quota 100 nel triennio 2019-1021 produrrebbero un aumento del prodotto di 0,6 punti. C’è incertezza invece sugli effetti numerici dell’occupazione.

Riguardo a una futura sterilizzazione delle clausole dell’IVA, Visco mette in guardia poiché senza compensazioni ci potrebbero essere ripercussioni negative.

Il Governatore ha inoltre ricordato che l’aumento dei costi per il collocamento delle obbligazioni pubbliche per ora non si sono tradotti, se non in maniera limitata, sui prestiti di famiglie e imprese, ma il quadro potrebbe volgersi al peggio.

Quanto a una politica espansiva del debito, l’aumento del disavanzo pubblico “può rivelarsi poco efficace e addirittura controproducente qualora determini un peggioramento delle condizioni finanziarie e della fiducia della famiglie e delle imprese”.

Per ottonere effetti positivi, dice il Governatore, bisognerebbe destinare sostegni pubblici ai programmi maggiormente in grado di stimolare l’attività economica più che a sussidi e trasferimenti.

Visco inoltre chiede per una crescita del paese, una migliore amministrazione pubblica, una riforma ampia del fisco, più innovazione, in questa ottica si muove il Decreto Crescita e l’ultima Legge di Bilancio. Infine mette in evidenza il probblema demografico dell’invecchiamento della popolazione italiana che farà crescere le pressioni sui sistemi pensionistici e di assistenza, da qui, l’importanza di una immigrazione a elevata qualificazione e la necessità della integrazione e della formazione di chi proviene da altri paesi.

di

Dino Sorgonà

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