L’italia ancora arranca. Parola di Confindustria

(Teleborsa) – L’italia è un Paese che arranca ancora. La produzione industriale avanza con “un passo lento e incerto”. Tuttavia, tra i Paesi produttori, la Penisola sale al secondo posto in Europa dietro alla Germania e dall’ottavo al settimo posto nel mondo.

A rivelarlo l’annuale classifica elaborata dal Centro Studi di Confindustria (CSC) che ha presentato il Rapporto “I nuovi volti della globalizzazione”.

Nel report, Confindustria mette l’Italia al “nono posto nell’export di manufatti, ottava se si mette in conto il recente deprezzamento della sterlina”. Eppure la domanda per il Made in Italy è “forte e crescente”.

La quota di valore aggiunto manifatturiero mondiale dell’Italia è scesa nel 2015 al 2,3%, quasi dimezzata rispetto al 2007. Corea del Sud e India continuano a fare meglio della Penisola. Al primo posto la Cina (28,6% la quota di valore aggiunto globale a dollari correnti). Al secondo gli Stati Uniti con una quota del 19%.

Il Made in Italy, secondo gli economisti del CSC, mantiene intatta la sua grande capacità di attrazione. Ed è su questo che bisogna spingere per uscire dalla crisi.

Per quanto riguarda il PIL “il terzo trimestre del 2016 è andato un po’ meglio, se il quarto replica il risultato c’è un effetto trascinamento migliore. Le misure della Legge di Bilancio hanno un potenziale espansivo che potrebbe andare aldilà di quanto dice il Governo. L’effetto potrebbe essere importante”. Ad affermarlo il direttore del Centro Studi di Confindustria, Luca Paolazzi.

L’italia ancora arranca. Parola di Confindustria