L’Istat conferma piccola accelerazione PIL grazie a consumi e domanda interna

(Teleborsa) – PIL in leggera accelerazione ed un mercato del lavoro che inizia a dare qualche risultato concreto. E’ questa la sintesi del quadro rappresentato dall’Istat nel consueto rapporto sulla congiuntura nazionale.

Secondo la Nota mensile è proseguita la crescita del Pil italiano (+0,4%) nel primo trimestre del 2017, in linea con l’accelerazione in Europa e nonostante il rallentamento dell’economia USA.

La componente che più ha contribuito all’incremento del prodotto è stata domanda nazionale (+0,3%); la parte da leone l’hanno fatta i consumi finali nazionali (+0,5%). Gli investimenti fissi lordi (-0,8%) invece hanno subito un rallentamento, dovuto alla performance negativa della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti(-2,2%) e per mezzi di trasporto (-0,8%), mentre gli investimenti in costruzioni sono cresciuti (+0,6%).

Sebbene il valore aggiunto dell’industria in senso stretto sia diminuito nei primi tre mesi dell’anno (-0,5%), dopo l’andamento vivace degli ultimi due trimestri del 2016, gli ordinativi misurati in valore sono aumentati (+1,5% rispetto al trimestre precedente), grazie all’apporto favorevole dei mercati esteri (+6,1%). Inoltre, il valore aggiunto delle costruzioni e quello dei servizi hanno mostrato un miglioramento (rispettivamente +0,5% e +0,6% la variazione congiunturale nel primo trimestre del 2017).

Il mercato del lavoro mostra un trend in crescita ad aprile (+0,4% rispetto a marzo, 94 mila individui in più), in controtendenza rispetto a marzo. Sempre ad aprile la disoccupazione è calata all’11,1%, un livello inferiore alla media degli ultimi 4 anni, spinta sia dalla dinamica positiva dell’occupazione che dall’aumento degli inoccupati (+0,2% rispetto a marzo). Tuttavia le aspettative formulate dagli imprenditori a maggio sulle tendenze dell’occupazione per i tre mesi successivi appaiono in peggioramento, tranne che per il settore delle costruzioni. Il clima di fiducia delle imprese è diminuito nella manifattura e nei servizi, mentre nel commercio al dettaglio ha subito un miglioramento.

L’aumento dei prezzi al consumo a maggio è sceso all’1,4%, in linea con il calo dell’inflazione “core”, (dallo 0,8% dal +1,1% precedente, soprattutto per la riduzione della dinamica inflativa nei servizi). I prezzi dei beni non alimentari e non energetici si sono ridotti del (-0,2%), a causa dell’incremento dei consumi in un contesto di bassa dinamica salariale. Pur permanendo una pressione rialzista dei prezzi nelle voci più volatili (beni energetici e alimentari), questa non arriva ad influenzare i prezzi industriali, che permangono su tassi di variazione annui negativi (-0,5% in marzo i prezzi all’importazione e -0,1% in aprile quelli alla produzione per il mercato interno).

L’Istat conferma piccola accelerazione PIL grazie a consumi e do...