L’inflazione vola e minaccia la ripresa

(Teleborsa) – “Dati disastrosi che inguaiano le famiglie e il Paese, con effetti rovinosi sui consumi e sulla ripresa in corso”. Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori commenta i dati definitivi di gennaio resi noti oggi dall’Istat,stando ai quali l’inflazione sale su base annua dal+3,9% di dicembre al +4,8%.

“Una batosta dovuta ai prezzi di luce, gas e carburanti senza i quali l’inflazione tendenziale sarebbe solo all’1,8% invece che al 4,8%, più di 2 volte e mezza”.

“L’inflazione a 4,8% significa per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 1711 euro su base annua, 844 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 421 euro per i Trasporti, 270 per mangiare e bere. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1609 euro, 846 per l’abitazione, 367 per i trasporti, 242 per mangiare, in media per una famiglia il rialzo complessivo è di 1387 euro, 794 per l’abitazione, 270 per i trasporti, 201 per il cibo e le bevande. Ma il primato della stangata spetta alle coppie senza figli con meno di 35 anni che, spendendo di più di quelle con figli per la casa, hanno un aggravio annuo di 1789 euro, dei quali ben 1000 per la sola abitazione” conclude Dona.

L’inflazione al +4,8% è la più alta degli ultimi 26 anni, e si traduce in un maggior esborso, considerata la totalità dei consumi di una famiglia “tipo”, pari a +1.474 euro annui a nucleo. Lo afferma il Codacons, commentando i dati definitivi diffusi oggi dall’Istat.

“Un livello di inflazione così elevato non si registrava dal 1996 e rappresenta un massacro per le tasche degli italiani – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il caro-energia traina la crescita dei prezzi al dettaglio e investe anche beni primari come gli alimentari, con il record dei vegetali che rispetto allo scorso anno subiscono un rincaro del +13,5%”.

“Il Governo deve intervenire e in fretta, perché livelli così’ elevati dei prezzi avranno ripercussioni immediate sul potere d’acquisto dei cittadini e sui consumi delle famiglie, con effetti devastanti per commercio ed economia – prosegue Rienzi – Sui prezzi pende inoltre la spada di Damocle dei nuovi rialzi delle tariffe luce e gas che scatteranno ad aprile, e che potrebbero determinare una nuova spinta inflazionistica portando i listini al dettaglio a livelli record”.

Per Coldiretti “con il rincaro dei costi energetici che si trasferisce sui costi di produzione nella filiera agroalimentare come quello per gli imballaggi, si paga più la bottiglia che il pomodoro in essa contenuto. E Se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori – si legge nel commento– non riescono, neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali”.

Si conferma la stangata annua da 38,5 miliardi di euro in capo alle famiglie italiane, solo per i maggiori costi determinati dal rialzo dei prezzi al dettaglio, afferma Assoutenti, commentando i dati forniti oggi dall’Istat.

Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza, con i prezzi che risentono dell’aumento delle bollette, dei rincari delle materie prime e della corsa dei carburanti – spiega il presidente Furio Truzzi – A tali fattori su aggiunge ora un nuovo elemento di rischio, rappresentato dal conflitto tra Russia e Ucraina, che potrebbe avere effetti diretti sui listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti, a partire da mais, grano e derivati, con nuove spinte inflattive a danno dei consumatori italiani”.

“Il Governo deve intervenire con urgenza sull’allarme prezzi scoppiato nel nostro paese, adottando misure in grado di contenere la crescita dei listini, a partire da un efficace taglio delle bollette energetiche i cui rincari si ripercuotono in modo diretto sui listini al dettaglio – prosegue Truzzi – In particolare, se nel breve periodo si confermerà il trend al rialzo dell’inflazione, è necessario abbattere l’Iva sui generi di prima necessità, e ricorrere ai prezzi amministrati per un paniere di beni indispensabili di cui le famiglie non possono fare a meno, a partire dai prodotti alimentari”.

Intanto, l’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) realizzata a livello nazionale in riferimento agli ultimi dati Istat sull’inflazione rileva che il caro benzina ed energia con il boom dei costi di trasporto spaventa il 43% delle aziende con conseguenze su investimenti, piani di sviluppo, ricerca di nuovi mercati e offerta di posti di lavoro.

Con l’85% delle merci che viaggia su strada, il caro prezzi minaccia le catene di approvvigionamento considerato che la benzina ha sfondato i 2 euro al litro con aumenti a due cifre per il pieno al distributore. Una situazione che complica non poco il lavoro di una larga fetta delle 80 mila cooperative italiane che a livello nazionale – sottolinea Uecoop – impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli. Il caro energia – evidenzia Uecoop – sta mandando in tilt i parametri economici alla base dei contratti di appalto per la fornitura di beni e servizi.