L’inflazione in Europa sostiene la politica di stimoli della BCE

(Teleborsa) – I prezzi al consumo dell’Eurozona hanno mostrato un nuovo rallentamento, condizionati dai prezzi del petrolio.   

Secondo le stime dell’Ufficio statistico europeo (Eurostat), l’inflazione a maggio è attesa all’1,4%, su base tendenziale, dall’1,9% del mese precedente. Il dato è risultato peggiore delle attese che indicavano un rallentamento meno marcato dell’1,5%.

Come pronosticato dal Presidente BCE Mario Draghi, l’inflazione ha rallentato il passo e giunge pochi giorni prima della riunione dell’Eurotower, in calendario il 7 e 8 giugno.

L’istituzione monetaria sta proseguendo una robusta manovra di stimoli allo scopo di riportare il costo della vita a livelli ritenuti coerenti con i suoi obiettivi di stabilità dei prezzi, ovvero vicino al 2% medio. Nel corso di una audizione al Parlamento europeo, Draghi ha ribadito che i sostegni monetari devono proseguire. E che i dati sull’inflazione giunti finora non sono ritenuti sufficienti a confortare il direttorio.

I miglioramenti lavoro potrebbero consentire un cambio di rotta. L’Eurostat ha tuttavia rilevato nuovi progressi sul mercato del lavoro, finora uno dei fattori frenanti alla risalita inflattiva. Ad aprile il tasso di disoccupazione è calato al 9,3 per cento, nuovo minimo dal 2009, mentre in un solo mese il numero totale di disoccupati, a quota 15 milioni 40 mila, ha mostrato un calo record di 233 mila unità.

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