L’industria della moda sempre più in salute: pelletteria e gioielli trainano il settore

Nel 2017 fatturato in crescita(+3,2%), sorride anche l'export

(Teleborsa) Sono i numeri, come sempre, a fotografare lo stato di salute di uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. Con 94,1 miliardi di fatturato, 581mila addetti e 66.700 aziende, l’industria della moda e dei suoi accessori si conferma uno dei settori che vive un periodo di particolare vivacità e crescita. 

Secondo le stime preliminari elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda, il fatturato del settore – composto da calzature, concia, pelletteria, pellicceria, occhialeria, oreficeria-gioielleria e tessile-abbigliamento – ha registrato nel 2017 una crescita pari al +3,2%, che proviene il larga parte dalle esportazioni (+5,2% a 61,8 miliardi) che, di fatto,  rappresentano oltre due terzi del totale.

VOLA L’EXPORT – Nel 2017, infatti, la maggior spinta al settore “Tessile, Moda e Accessorio” è venuta, ancora una volta, dai mercati esteri, dove l’export ha mediamente messo a segno una crescita pari al +5,2%, portandosi a poco meno di 61,8 miliardi di euro.

SULLA GIUSTA STRADA MA RESTANO PUNTI INTERROGATIVI Guardando al futuro, Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, chiede di “continuare sulla linea degli ultimi 4 anni con iniziative come industria 4.0, così come con il sostegno all’internazionalizzazione. In questi anni si è fatto un lavoro molto interessante e spero che su questi temi si continui in questa direzione”. Quanto alle prospettive per il 2018 ha sottolineato che ci sono molti punti interrogativi, considerando che arriviamo da un anno molto positivo. In particolare ci sono diversi problemi a livello di relazione fra paesi, soprattutto fra Europa e Stati Uniti, che restano uno dei mercati principali del settore, e fra Europa e Russia”.

PELLETTERIA E GIOIELLI FANNO DA TRAINO – Nel periodo in esame, a livello di export tra i settori best perfomer, ovvero interessati da incrementi a doppia cifra, si segnalano pelletteria, pellicceria ed oreficeria; meno marcati risultano gli incrementi per gli altri comparti, con crescita attorno al +3,5% per calzature e tessile-abbigliamento (che coprono rispettivamente il 15% e il 49% dell’export totale) e del +2,4% per l’occhialeria.

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