L’inchiesta “Black List” fa tremare Rete Ferroviaria Italiana e il Corpo Forestale

Nuovi episodi di corruzione e tangenti nella cosa pubblica.

Questa volta a finire nella bufera sono il Corpo Forestale e Rete Ferroviaria Italiana in un’inchiesta che potrebbe riservare molte altre sorprese dal momento che gli inquirenti sono entrati in possesso di una lista nera di mazzette pagate per aggiudicarsi appalti compilata da Massimo Campione, un imprenditore di Agrigento che opera nelle costruzioni, nelle strade e nel settore eolico.

Agli arresti domiciliari il Presidente di RFI Dario Lo Bosco, che avrebbe intascato una tangente di circa di 60 mila euro per un appalto sull’acquisto di un sensore che monitora le corse dei treni. Da rilevare che Lo Bosco è anche presidente dell’Ast, l’Azienda siciliana dei trasporti.

In manette anche due dirigenti della Forestale, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Avrebbero preso mazzette per l’appalto da 26 milioni di euro atto ad ammodernare le comunicazioni del Corpo.

L’inchiesta prende il nome di “Black List” dal file dell’imprenditore agrigentino.

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