L’identikit dell’impresa italiana: una PMI del Nord che opera nei servizi

(Teleborsa) – Nel panorama imprenditoriale italiano vi sono 4,3 milioni di imprese e 15,8 milioni di addetti, di cui quasi un terzo (10,9 milioni) è un lavoratore dipendente. Sono questi i dati contenuti in un rapporto Istat che fotografa la struttura e le caratteristiche delle imprese italiane nell’industria e nei servizi.

Si tratta perlopiù di PMI, acronimo che sta ad indicare le piccole e medie imprese, tant’è che in base al rapporto, la dimensione media è di 3,7 addetti. Nove si dieci vengono addirittura qualificate come microimprese. Il numero di microimprese (il 95,3% delle imprese attive) e la loro dimensione occupazionale (47,4% degli addetti complessivi) spiega il loro rilevante contributo produttivo.

La spesa per investimenti è crollata del 13,5% a circa 79 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto segna un calo dell’1,7% a circa 678 miliardi di euro. Quel che sconcerta è che il valore aggiunto realizzato dai quasi 4,1 milioni di imprese con meno di 10 dipendenti è equivalente a quello prodotto dalle circa 3 mila e 400 imprese di grandi dimensioni (oltre 250 addetti).  oltre il 60% del valore aggiunto nazionale è prodotto al Nord. 

Il settore dei servizi, con il 77,2% di imprese, il 65,4% di addetti e il 57,2% di valore aggiunto, si conferma il più importante settore economico in termini quantitativi. L’industria in senso stretto rappresenta il 10% delle imprese, il 25,5% degli addetti e il 35,6% del valore aggiunto. Nelle costruzioni si concentrano il 12,8% delle imprese, il 9,1% degli addetti e il 7,2% del valore aggiunto.

Le imprese localizzate nelle regioni nord-occidentali e nord-orientali contribuiscono per il 62,8% al valore aggiunto del Paese (rispettivamente 37,8% e 25%). La quota di valore aggiunto realizzata è pari al 20,6% nel Centro, al 16,6% nel Mezzogiorno.

L’identikit dell’impresa italiana: una PMI del Nord che op...