Licenziamenti, UPB: a luglio con fine del blocco 70mila posti di lavoro in meno

(Teleborsa) – L’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) ha stimato nella memoria sul decreto Sostegni bis che il decadimento del divieto di licenziamento a partire da luglio previsto nel provvedimento porterà alla perdita 70mila posti di lavoro. Secondo il Presidente UPB, Giuseppe Pisauro, questi saranno concentrati quasi esclusivamente nell’Industria, “visto che nelle Costruzioni – l’altro settore normalmente assicurato alla CIGO – le attivazioni nette sono già aumentate in tutti e tre i perimetri contrattuali (tempo determinato, indeterminato e apprendistato)”.

La nota specifica che i licenziamenti “saranno plausibilmente scaglionati nel tempo man mano che si concretizzano le opportunità di turnover e di ricomposizione degli organici e una quota potrebbe anche transitare nella CIGO/CIGS agevolata. L’eliminazione del blocco dei licenziamenti favorirà le politiche di occupazione a favore dei soggetti, soprattutto i giovani, in cerca di lavoro che nei mesi scorsi hanno visto venire meno le opportunità di impiego”.

Quanto all’impatto finanziario delle misure contenute nel decreto legge sull’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (PA), questa sarà sfavorevole essenzialmente nel 2021, per un importo pari a 39,1 miliardi (2,3 punti percentuali di PIL), che si ridurrà a circa 900 milioni nel 2022 e a circa 70 milioni nel 2023. “Specialmente sul 2021, gli effetti sono differenti se riferiti, anziché all’indebitamento netto della PA, al fabbisogno della PA e al saldo netto da finanziare (SNF) del bilancio dello Stato: l’impatto sul fabbisogno è di 38,4 miliardi; per il SNF è più elevato e pari a 41,8 miliardi”, precisa la memoria.

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha espresso anche le sue considerazioni anche in merito al pacchetto di sostegni predisposti dal Governo a favore delle imprese. In particolare, l’appunto è quello di fare attenzione ai criteri per stabilire l’ammontare delle risorse, sottolineando i requisiti richiesti dalla Commissione Ue in termini di “Aiuti di Stato“.

Capitolo sanità. L’UPB ha infine chiesto che venga aperta una “riflessione costruttiva” in merito al meccanismo di riparto delle risorse tra le Regioni. “Sarebbe opportuno – si sottolinea nella memoria – che si aprisse una riflessione costruttiva sull’adozione di più ampi parametri, che probabilmente potrebbero riequilibrare l’effetto di una pesatura esclusivamente basata sulla demografia con la considerazione di aspetti quali le condizioni sociali ed epidemiologiche, piuttosto che ricorrere a interventi politici provvisori per attuare questo bilanciamento, assicurando al contempo utili forme di incentivazione a un miglioramento della qualità dei servizi”.

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