L’Europarlamento attiva le sanzioni contro l’Ungheria

(Teleborsa) – L’Europarlamento alla fine ha approvato le sanzioni contro l’Ungheria, nonostante l’appello ed il discorso tenuto dal Premier Viktor Orban.

Il Parlamento riunito in seduta plenaria ha difatti votato con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti l’attivazione dell’articolo 7 con l’accusa di aver violato alcuni diritti fondamentali dell’Unione.

La questione riguarda il blocco delle frontiere ed il rifiuto ad accogliere i migranti. Una scelta che Orban, nel suo discorso di ieri 11 settembre 2018, ha fortemente difeso. “L’Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario. Siamo noi a difendere le nostre frontiere e solo noi possiamo decidere”, ha affermato il premier ungherese in aula.

Pro-attivazione si è espresso oggi il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il quale ha affermato che l’articolo 7 “va applicato laddove lo stato di diritto è in pericolo”. Un parere analogo è stato espresso anche dal portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert,che sottolinea che l’UE “può funzionare solo se tutti rispettano e difendono i valori comuni” .

Cosa prevede l’articolo 7?

L’articolo del Trattato istitutivo dell’Unione europea è stato concepito per “difendere” i principi democratici ed i valori fondamentali e inviolabili dell’UE quali libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani ecc.. Per evitare che vengano violati questi diritti vengono fissate due procedure: una preventiva all’articolo 7.1 che prevede un richiamo formale e costituisce un deterrente, l’altra punitiva all’articolo 7.2 che fidssa appunto le sanzioni.

L’Europarlamento attiva le sanzioni contro l’Ungheria