L’Europa vieta i social network ai minori di 16 anni, ma…

(Teleborsa) – I giovani di oggi vivono di social network, per questo serve una regolamentazione, anche per evitare episodi ormai diffusi di cyberbullismo e sexting (invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici).

Nasce così una diatriba tra Stati Uniti ed Europa sulla protezione dei dati personali, con gli USA che impongono a 13 anni il limite di età mentre nel vecchio continente si è discusso sulla necessità d’innalzare o meno l’età anagrafica per creare un profilo sui social network.

La questione ha suscitato molte polemiche anche tra i membri dell’Unione Europea, che alla fine hanno trovato un compromesso sull’età del consenso informatico, innalzando da 13 a 16 anni il limite, salvo il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci. 

Decisione presa dunque, con un ma: l’Europarlamento ha lasciato i 28 governi liberi di conservare la soglia attualmente in vigore se lo riterranno opportuno.

Si attende ora la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale, dopo di che i governi avranno 2 anni per ratificare la decisione oppure per continuare a seguire le “regole americane”, che non pestano i piedi ai big della messaggistica istantanea.

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