Lego dice “no” a Babbo Natale: troppa domanda e troppi ordini

Capita molto raramente che una grande società si “scusi” per non aver predetto un boom di vendite. A Lego è successo questo ed altro.

Il re dei mattoncini, nonché marchio più potente al mondo, ha detto ieri che potrebbe non essere in grado di evadere tutti gli ordini in tempo per la stagione natalizia in quanto non ha previsto la forte richiesta pervenuta a inizio anno.

Questa domanda, che ha fatto schizzare le vendite del 18%, ha messo sotto pressione gli impianti di produzione che sono rimasti indietro con gli ordinativi.

Lego non è nuova a “sovraffollamenti” natalizi. Tuttavia la crescente popolarità delle serie Lego Movie e Star Wars ha prodotto un gap tra domanda e offerta.

La notizia, musica per lo orecchie degli investitori (purtroppo per loro, però, Lego non è quotata in Borsa), ha messo in agitazione mamme e papà, preoccupati per il destino dei loro regali sotto l’albero.

Sembra comunque che i genitori statunitensi possono stare tranquilli: il portavoce di Lego, Roar Rude Trangbæk, avrebbe assicurato che per ora non vi sono problemi sul mercato statunitense. Babbo Natale darà “buca” solo ai bambini europei perché il sovraccarico riguarda l’impianto di Billund, in Danimarca, e le fabbriche in Ungheria e Repubblica Ceca.

Questo è un momento d’oro per il produttore danese: a inizio agosto ha annunciato un balzo di utili e ricavi nel primo semestre dell’anno.

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