Legge di Stabilità, si lavora sugli emendamenti e sulla clausola migranti

(Teleborsa) – La legge di Stabilità prosegue l’iter in Commissione e bilancio del Senato, dove da ieri è iniziato l’esame del provvedimento, mentre da Bruxelles si attende il via libera alla “clausola migranti” per ottenere maggiore spazio di manovra.

Oggi sono previste le dichiarazioni di ammissibilità sugli oltre 3.600 emendamenti presentati e le proposte di modifica del Governo che il viceministro all’economia, Enrico Morando, aveva inizialmente annunciato per oggi.

Secondo quanto riferito dalla relatrice Magda Zanoni (PD), gli emendamenti dell’Esecutivo dovrebbero riguardare temi “nuovi”, cioè non già trattati dalle proposte dei senatori.

Le votazioni in commissione potranno iniziare da mercoledì, sempre che si riesca a sbrogliare la matassa degli emendamenti. I relatori, che già hanno rivolto un appello all’opposizione affinché riduca la portata delle modifiche, si sono comunque detti ottimisti sul fatto che tra le dichiarazioni di ammissibilità e l’accorpamento di richieste simili ci sarà una notevole scrematura.

Tra gli emendamenti avanzati l’esenzione dalla Tasi per i separati che lasciano la casa all’ex e l’innalzamento della no tax area per i pensionati.

Intanto ieri il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a Bruxelles per presenziare all’Eurogruppo, ha incontrato il vice Presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e il Commissario agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, per discutere su alcuni aspetti della legge di Stabilità in vista della valutazione che la stessa Commissione pubblicherà a metà novembre.

L’argomento clou è stato quello della clausola di flessibilità supplementare sui conti pubblici ai paesi dell’Unione europea in prima linea sull’emergenza profughi.

Durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo Moscovici ha spiegato che la possibilità d concedere questa clausola va presa in considerazione, ma lo sarà “caso per caso e sulla base di cifre precise”.

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha riferito invece che il tema non è stato discusso agli incontri tra ministri delle Finanze, aggiungendo: “Comunque la mia opinione personale è che per alcuni paesi ci sta spazio per considerate la crisi attuale come una circostanza eccezionale di cui tenere conto. Non in qualunque Paese quindi e non per sempre, ma in alcuni casi. In ogni caso spetta alla Commissione decidere”.

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