L’economia europea cresce a ritmi da lumaca nonostante la BCE

(Teleborsa) – Si deteriorano un po’ le condizioni economiche dell’Eurozona, che continua a subire gli effetti della frenata dell’export e della deflazione.

A confermare l’indebolimento è sopraggiunto il dato preliminare sul PMI, elaborato da Markit, che scende inaspettatamente a 53 punti nel mese di aprile, dai 53,1 del mese precedente, attestandosi sotto le attese che indicavano un miglioramento a 53,2. In particolare, il PMI manifatturiero è sceso a 51,5 punti da 51,6, risultando sotto il consensus di 51,8, mentre l’indice PMI dei servizi è aumentato a 53,2 da 53,1, ma non abbastanza da eguagliare le attese (53,3)-

Fra le principali economie della Zona Euro, la Francia registra un miglioramento del PMI a 50,5 da 50, consolidando oltre la soglia chiave che denota espansione dell’attività: la persistente debolezza del settore manifatturiero (PMI a 49,6 punti) viene compensata da un deciso rafforzamento dei servizi (PMI a 50,8 punti). Si deteriora un po’ il quadro in Germania, dove il PMI è risultato in frazionale calo a 53,8 da 54 punti: quello manifatturiero cresce (51,9 punti) e quello dei servizi registra un calo (54,6 punti).

Sulla base di questi dati, l’Eurozona conferma un trend di crescita moderato, che dovrebbe riflettersi in un aumento del PIL dello 0,3% anche all’inizio del secondo trimestre. 

“Il mancato ritorno di fiducia dopo l’annuncio degli stimoli eccezionali annunciati dalla BCE a marzo è il principale elemento di scontento e suggerisce che la crescita debole potrebbe non vedere accelerazioni nei prossimi mesi”, commenta Chris Williamson, Chief Economist presso Markit.

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