Le proccupazioni estive di Padoan: a settembre occorrono tra gli 8 e i 20 miliardi

(Teleborsa) – Torna la preoccupazione sull’economia italiana. Difficile per il Governo la ventilata aticipazione della riduzione delle tasse e delle altre misure a sostegno dei cittadini. Anzi. Situazione in Turchia, dopo Brexit, terrorismo e conseguente feranta dell’economia mondiale portano, infatti, seri effetti per l’Italia. Il Pil non cresce, e quindi, di conseguenza, il deficit aumenta. Dopo la pausa di Agosto, il Ministro dell’Economia, Padoan, si troverà con ogni probabilità nella condizione di reperire almeno 8 miliardi per scongiurare il temuto aumento dell’Iva. E se intendesse mantenere i ripetuti annunci per il miglioramento delle condizioni della popolazione la cifra necessaria raggiungerebbe i 20 miliardi.

Occhi degli osservatori italiani, quindi, puntati sul risultato del Pil del secondo trimestre del 2016, periodo aprile-giugno, che sarà reso noto il 12 agosto, fondamentale per definire l’andamento dell’anno. Confindustria, attraverso il proprio “Congiuntura flash”, ha intanto stabilito che l’aumento sarà inferiore a quanto previsto: 0,15% invece di 0,25. Previsione negativa anche da parte di Bankitalia, che ha recentemente nel suo Bollettino ha parlato di “rallentamento” in primavera, con dati negativi di ordinativi e fatturato di maggio.

L’Italia, al di là tutto sommato di quei per quanto lievi segnali di ripresa mostrati e sempre giustamente valutati con ottimismo, secondo dati Bankitalia “si colloca ancora 8,5 punti percentuali al di sotto del picco ciclico raggiunto all’inizio del 2008”. Gli altri partner fanno meglio di noi: la crescita della Germania quest’anno è stimata delll’1,6%; la Francia crescerà dell’1,5% e la Spagna del 2,6%. Le differenze tra un Paese e l’altro potrebbero indicare come il problema non stia solo nell’austerità europea, come spiega Fedele De Novellis, direttore del centro studi Ref.

Le misure decise da Renzi, a cominciare dai bonus e dall’abolizione della tassa sulla prima casa, hanno ridato vigore ai consumi, ma la fiducia dei consumatori sembra proprio in via di rallentamento, anche per via di un export in crisi a causa della frenata del commercio mondiale.

Ciò che avverrà nei prossimi due mesi potrà modificare le sorti della nostra economia. Appuntamenti importanti ci attendono, come la Legge di Stabilità che sarà presentata il 12 ottobre e il Referendum costituzionale che dovrebbe svolgersi proprio intorno a quella data. A novembre, poi, Bruxelles ha in programma una nuova verifica sul nostro debito e per concederci ulteriore flessibilità di bilancio 2017 vorrà conoscere quali tagli alla spesa intendiamo fare. A partire dall’impegno, riaffermato dal Ministro Padoan, di neutralizzare l’aumento dell’Iva di due punti. Operazione complessa e oltremodo complicata.

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