Le famiglie tornano ad indebitarsi, ma non rimborsano i “vecchi” prestiti

(Teleborsa) – Nuovi smartphone, tablet, computer e televisori per gli italiani, ma sempre più attraverso l’utilizzo di finanziamenti e nonostante debiti pregressi ancora non saldati. 

Questa la fotografia scattata da Unimpresa sulle abitudini delle famiglie italiane che tornano a indebitarsi non solo per la tecnologia ma anche per l’arredamento per la casa ed i viaggi. In un anno i prestiti delle banche hanno subito un’impennata e sono cresciuti di 20 miliardi di euro. Una crescita legata soprattutto al comparto del credito al consumo salito di 21,7 miliardi (+35%), mentre fanno ancora fatica a ripartire i mutui immobiliari, saliti di appena 3 miliardi (+0,83%); risultano in calo di 4 miliardi, invece, i prestiti personali (-2,49%), quelli chiesti allo sportello senza una finalità specifica. A fronte di nuove richieste di denaro in banca, le famiglie non riescono a rimborsare regolarmente i “vecchi” prestiti e hanno accumulato arretrati (sofferenze) per oltre 37 miliardi.

Complessivamente lo stock dei finanziamenti al settore privato è rimasto stabile: da marzo 2015 a marzo 2016, il totale dei prestiti è calato di 1,1 miliardi di euro passando da 1.408,7 miliardi a 1.407,5 miliardi (-0,08%). Un risultato legato all’aumento delle erogazioni alle famiglie sostenuti da una dinamica in forte accelerazione del credito al consumo, comparto salito di 21,7 miliardi in un anno da 60,4 miliardi a 82,2 miliardi (+35,96%): si tratta dei prestiti erogati per una finalità specifica, in particolare per l’acquisto di automobili, elettrodomestici, televisori, tablet, smartphone, computer, arredamento per la casa e viaggi. Lieve crescita anche per i mutui di 2,9 miliardi da 358,6 miliardi a 361,6 miliardi (+0,83%), mentre si registra un calo di 4,4 miliardi per i prestiti personali scesi da 179,8 miliardi a 175,3 miliardi (-3,38%). Complessivamente i finanziamenti alle famiglie sono saliti di 20,2 miliardi da 598,9 miliardi a 619,1 miliardi (+3,38%). 

Parallelamente c’è la questione delle rate dei finanziamenti non rimborsati: in totale le sofferenze sono passate dai 189,5 miliardi di marzo 2015 ai 196,9 miliardi di marzo 2016 (+3,92%) in aumento di 7,4 miliardi; a gennaio scorso le sofferenze ammontavano a 202,05 miliardi. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 35,1 miliardi a 37,3 miliardi (+6,39%) in salita di 2,2 miliardi.
A marzo 2015 le sofferenze corrispondevano al 13,45% dei prestiti bancari (1.408,7 miliardi), percentuale salita al 13,99% a marzo scorso, quando i finanziamenti degli istituti erano passati a 1.407,5 miliardi.
Rispetto alla fine del 2010 le sofferenze sono più che raddoppiate, passando in poco più di cinque anni da 77,8 miliardi a 196,9 miliardi in salita di quasi 120 miliardi.

Le famiglie tornano ad indebitarsi, ma non rimborsano i “vecchi” prestiti
Le famiglie tornano ad indebitarsi, ma non rimborsano i “vecchi&...