Lavoro, Treu (CNEL): diseguaglianze accentuate dalla pandemia

(Teleborsa) – La pandemia ha accelerato diverse dinamiche già presenti nel tessuto economico del Paese. È l’analisi esposta dal presidente del CNEL Tiziano Treu, intervenuto oggi a Radio Immagina. “La situazione è grave. I segnali esistevano già da tempo, come la scarsa produttività, solo che la pandemia ha aggravato la tendenza. Le diseguaglianze erano già in crescita ma adesso si sono accentuate, penso ad esempio alla diseguaglianza rispetto agli strumenti e alla formazione digitale, che rischia di diventare un ‘divide’ importante pari all’analfabetismo di 100 anni fa”.

“Dodici milioni di lavoratori, tra dipendenti e autonomi, hanno visto la loro attività sospesa o ridotta a causa della pandemia. Abbiamo una bolla in cui sono state chiuse metà delle persone attive del Paese e gli effetti sono ancora incalcolabili”, ha aggiunto. “Gli strumenti che potrebbero aiutarci si conoscono, in Italia c’è però un’alternanza di provvedimenti che cambiano al cambiare dei governi e questo crea confusione e anche instabilità politica e mancate riforme hanno portato a questa situazione”.

A preoccupare maggiormente il presidente del CNEL sono soprattutto le conseguenze per alcune categorie specifiche. “Quanto ai giovani e alle donne, se non si fa qualcosa si rischia davvero di perdere una generazione. Mentre per le donne la questione è ancora più antica, perché le politiche di genere sono state sempre piuttosto carenti. Oggi lo stesso smart working non ha facilitato le donne, anzi ha spesso peggiorato a causa di un maggior carico del lavoro di cura con i figli a casa”.

“Speriamo che decisioni come l’assegno unico per i figli e più sostegno agli asili nido, contenute nel Recovery Plan, vengano implementate. Sarebbe un peccato sprecare i soldi in arrivo dall’Europa”, ha concluso il presidente CNEL.

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