Lavoro, Sbarra: vita umana viene prima del profitto

(Teleborsa) – “Non c’è lavoro dignitoso senza sicurezza e tutela della vita umana. Questo diremo oggi nelle assemblee che faremo unitariamente in tanti luoghi di lavoro. Io sarò in un grande cantiere edile in Toscana ad ascoltare le istanze dei lavoratori”. E’ quanto sottolinea oggi il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire. “Bisogna far ripartire il Paese in sicurezza, mettendo al centro il valore sociale del lavoro, la sua qualità, la tutela della dignità della persona. E’ una situazione inaccettabile. Una vera emergenza nazionale che offende i valori della Costituzione e macchia in modo indelebile la dignità e la credibilità di molte aziende e delle istituzioni. Siamo quasi a 200 morti dall’inizio dell’anno, oltre tre vittime al giorno”.


Il leader Cisl aggiunge che “non c’è settore fuori da questa strage silenziosa, dall’edilizia, all’agricoltura, dalle fabbriche ai trasporti e poi nei nuovi settori del lavoro digitale. Le difficoltà economiche legate al Covid non possono diventare un alibi per ridurre i controlli e non applicare le norme sulla sicurezza, come sta accadendo in molti casi”.

Sbarra sottolinea che “dobbiamo far capire a tutti che la sicurezza è un investimento e non un costo, rendere stabili i controlli, assumendo nuovi ispettori e medici del lavoro. Dare piena attuazione al Testo Unico del 2008, avviare una campagna di sensibilizzazione ad ogni livello, cominciando dalle scuole. Vanno migliorate le sinergie tra le istituzioni coinvolte nella “filiera” della sicurezza, superando inefficienze inconcepibili nel coordinamento tra Governo, Regioni, Enti locali, ma anche tra organi di vigilanza territoriali. Bisogna bloccare la deregulation sugli appalti ed adottare piuttosto la “Patente a Punti” per tutte le aziende, con meccanismi premiali e sanzionatori che coinvolgano tutta la filiera del lavoro dato in gestione esterna. E poi garantire finanziamenti veri e mirati per modernizzare gli ecosistemi lavorativi e per l’introduzione delle nuove tecnologie nelle Pmi. Queste sono le cose che vanno fatte subito. Anche il lavoro digitale va tutelato, un universo che è molto più ampio di quello dei riders e che coinvolge oltre un milione di persone in tanti settori dei servizi. Insomma, serve una strategia nazionale, cosa che finora è mancata”.

Sbarra ha anche ricordato in un messaggio affidato a twitter Massimo D’Antona, “giuslavorista libero, servitore dello Stato, ucciso 22 anni fa dalle Brigate Rosse per aver sostenuto la necessità di riformare il mondo del lavoro con il dialogo. Un’esigenza attuale per ricostruire il Paese sui valori del lavoro, dell’equità e della giustizia sociale”.

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