Lavoro, Orlando: la priorità adesso è la difesa della capacità economica del Paese

(Teleborsa) – Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha dichiarato che al momento la priorità è la difesa della capacità economica del Paese. “Dobbiamo avere grande attenzione alle condizioni dei lavoratori – ha detto in occasione di un incontro con la stampa estera – ma la guerra contro il virus mette al primo posto il tema della difesa della capacità produttiva”. Per Orlando oggi sono disponibili strumenti migliori di quelli della crisi del 2008: “il superamento di alcune posizioni, come la politica di austerità, ci consente di fronteggiare questa crisi con strumenti più adeguati. La crisi però sarà più forte e la sfida non sarà meno impegnativa”.

Orlando ha posto l’attenzione anche su un altro problema che rischia di essere anche più urgente nei prossimi mesi, con i suoi strascichi che si protrarranno ben oltre l’attuale crisi: la povertà. “Nel decreto appena approvato credo ci siano alcune risposte di carattere strutturale e congiunturale. Nel decreto c’è una copertura di 1 miliardo in più per il Reddito di Cittadinanza – ha sottolineando ricordando anche le tre ulteriori mensilità garantite per il Reddito di Emergenza, “allargando leggermente i requisiti per l’accesso”. “Basterà? Non lo so. Purtroppo i numeri della crescita delle povertà assoluta sono impressionanti e, naturalmente, molto dipenderà da quanto è destinata a durare la pandemia e quanto rapida sarà la campagna di vaccinazione“, ha aggiunto.

Capitolo vaccini. Il ministro Orlando ha annunciato per domani un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza: “abbiamo un passaggio importante per accelerare la vaccinazione sui luoghi di lavoro, utilizzando i medici di fabbrica”. Quanto agli insegnanti e ai lavoratori che rifiuteranno il vaccino, Orlando ha chiarito che al momento non è prevista alcuna misura di sospensione dal lavoro, “anche se ho visto che ci sono alcune pronunce giurisprudenziali che vedono un intervento del giudice in questo campo. È una questione che dovremo valutare con grande attenzione anche se, naturalmente, ci sono una serie di garanzie costituzionali delle quali bisogna tener conto”.

Al Ministero del Lavoro intanto si prepara il terreno per una svolta nel mondo del lavorodigitale“. Partendo dallo smart working: “dobbiamo raccogliere le esperienze più virtuose che si sono realizzate sul fronte della contrattazione tra le parti sociali. Sicuramente istituiremo un gruppo di lavoro per sistematizzare queste esperienze e dare riferimenti normativi che attualmente mancano”, ha detto Orlando annunciando inoltre che nei prossimi giorni sarà convocato l’osservatorio sui lavoratori delle piattaforme digitali“. “Stiamo lavorando per favorire un confronto tra le parti sociali di questi settori – ha detto – incontrerò il 25 marzo il ministro spagnolo del Lavoro per iniziative che si possono assumere e favorire la definizione di regole europee sul fronte del rapporto tra lavoratori delle piattaforme digitali”.

Infine un’ultima riflessione sul tema della previdenza sociale. “Abbiamo attivato e anche ereditato delle commissioni di lavoro e di studio sul tema della previdenza e stiamo approntando un’analisi per capire in che termini ha funzionato Quota 100 e che cosa ha prodotto”, ha dichiarato spiegando però che “non diventerà un tema di priorità politica finché non avremo avviato il lavoro du altre due questioni che ritengo in questo momento più importanti: la riforma degli ammortizzatori sociali e l’avvio di un confronto con le Regioni sulle politiche attive del lavoro”.

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