Lavoro, Orlando: dopo giugno tavolo per ulteriori strumenti

(Teleborsa) – “Come non essere d’accordo con l’affermazione di Landini (è il momento di vaccinare i lavoratori non di licenziarli) ma il problema è che noi abbiamo visto, in questi mesi, che misure uguali a situazioni diverse possono creare delle sperequazioni, quindi abbiamo cercato di utilizzare meglio le risorse a favore di chi ha meno strumenti, concentrare lo strumento del blocco negli ambiti in cui non ci sono gli ammortizzatori sociali. E metterci attorno a un tavolo, dopo giugno, per quanto riguarda le aziende che hanno la cassa integrazione per capire quali possono essere eventualmente ulteriori strumenti”. Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ai microfoni di Radio24. “Credo che sia giusto iniziare a orientare in modo più articolato le risorse per renderle più efficaci, con l’obiettivo comunque di rendere al minimo i licenziamenti”.

“Discuteremo su come affrontare” la scadenza a fine anno di Quota 100 “ma adesso dobbiamo concentrarci su due obiettivi fondamentali, che sono la riforma degli ammortizzatori sociali e un piano, un accordo con le regioni per le politiche attive del lavoro”, ha detto Orlando sottolineando che “Il rischio è la perdita del posto di lavoro poi ci confronteremo sul resto, non troppo in là ma non subito”.

In merito al braccio di ferro sul condono delle vecchie cartelle esattoriali inserito nel Dl Sostegni, il Ministro cerca un punto di equilibrio: “Non dobbiamo avere tabu’ in assoluto, il problema fondamentale è questo: è più giusto dare una mano a chi deve pagare una cartella del 2010 per un contenzioso aperto molto tempo fa o dare una mano a un imprenditore che oggi non ha i soldi per pagare una bolletta? Questa è la domanda alla quale dobbiamo rispondere”.

“Nella maggioranza – prosegue c’erano più forze politiche che spingevano in questa direzione – ha spiegato ancora ai microfoni di Radio24 – Io credo che Draghi abbia respinto ipotesi che in qualche modo rischiavano di impiegare troppe risorse e di creare anche un vulnus alla fedeltà fiscale. Credo che le risorse andrebbero orientate in altra direzione”.

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