Lavoro, la busta paga degli italiani cresce solo nel settore privato

(Teleborsa) – La busta paga degli italiani registra una lieve crescita, nel mese di settembre, ma solo nel settore privato.

Secondo quanto rilevato dall’ISTAT, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,6% nei confronti di settembre 2015. Complessivamente, nei primi nove mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

Con riferimento ai principali macrosettori, a settembre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,7% per i dipendenti del settore privato (0,3% nell’industria e 1,3% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: commercio (2%); trasporti, servizi postali e attività connesse (1,9%); energia elettrica e gas (1,4%). Si registrano variazioni nulle nei settori dell’agricoltura; del legno, carta e stampa; della metalmeccanica; dei servizi di informazione e comunicazione; delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Inoltre, si registra una variazione negativa dello 0,5% nel settore dell’acqua e servizi di smaltimento rifiuti.

Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di settembre nessun accordo è stato recepito e nessuno è venuto a scadenza. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 49 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 8,8 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).

Nel mese di settembre, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo per l’insieme dell’economia è pari al 68,2%, invariata rispetto al mese precedente. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 40,2 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 27,4 mesi, in sensibile crescita rispetto a una anno prima (21,8).

Alla fine di settembre 2016 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 31,8% degli occupati dipendenti e corrispondono al 30,6% del monte retributivo osservato.

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