Lavoro, italiani insicuri ma resilienti. Solo il 38% dei lavoratori ritiene di “valere” sul mercato

(Teleborsa) – Un’economia globale instabile e i rapidi cambiamenti tecnologici stanno accorciando gli orizzonti temporali delle aziende e aumentando le preoccupazioni dei lavoratori. 

In questo contesto di instabilità, i lavoratori reagiscono all’incertezza cercando di gestire autonomamente la propria carriera, di acquisire competenze che permettano loro di avere successo in qualsiasi azienda e di fronte a qualsiasi cambiamento. Mantenere aggiornate le proprie competenze è più che una semplice preoccupazione: i lavoratori europei, infatti, prediligono sempre più spesso ambienti lavorativi che migliorino l’occupabilità, sfruttando corsi di formazione proposti dai datori di lavoro ed esplorando altre vie per sostenere le proprie capacità.

E’ la fotografia scattata dall’indagine di Kelly Services, leader mondiale nella consulenza per le risorse umane, secondo cui i lavoratori europei adottano una mentalità DIY – “do it yourself” – quando si tratta del proprio sviluppo professionale.

La grande maggioranza dei lavoratori europei crede che “acquisire nuove competenze e approfondire le proprie conoscenze sia essenziale per un’occupazione a lungo termine”: lo sostiene il 94% degli intervistati del settore IT, l’89% di quelli del segmento ingegneristico e l’81% di quello scientifico. Non ci sono differenze generazionali troppo marcate: è d’accordo con questa affermazione l’88% dei milliennials, l’86% dei lavoratori appartenenti alla generazione X e l’80% dei baby boomers.

In Italia, la percentuale di lavoratori che crede che le proprie competenze e conoscenze debbano evolversi per rimanere al passo con i cambiamenti è pari al 91%, al di sopra della media europea, pari all’86%, e ben al di sopra di Regno Unito (79%), Francia (76%), Svizzera (71%) e Germania (67%).

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