Lavoro, ISTAT: meno disoccupati e inattivi grazie alla ripresa economica

(Teleborsa) – I segnali di accelerazione dell’economia italiana stanno giovando anche all’occupazione.

Lo dice l’ISTAT nell’indagine trimestrale sul mercato del lavoro dalla quale emerge che nel primo trimestre l’occupazione ha mostrato una crescita congiunturale dello 0,2%, pari a +52 mila unità, grazie all’ulteriore aumento dei dipendenti (+78 mila, +0,4%) mentre tornano a calare gli indipendenti (-26 mila, -0,5%).

Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente mentre le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.

Da rilevare che tra i nuovi dipendenti prevalgono quelli a termine (+51 mila su un totale di 78 mila).

Per quanto riguarda il confronto annuale, ossia tra il primo trimestre del 2017 e l’omologo periodo dell’anno precedente, gli occupati sono cresciuti di 326 mila unità (+1,5%). Anche in questo caso, più dei due terzi dei nuovi posti è a termine.

Il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, con una riduzione congiunturale di 49 mila disoccupati, mentre l’indicatore rimane stabile in confronto a un anno prima.

Prosegue a ritmo sostenuto la diminuzione degli inattivi di 15-64 anni (-473 mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività.

Nel confronto tendenziale, la diminuzione dell’inattività è diffusa per genere, territorio e classe di età, e coinvolge sia quanti vogliono lavorare (-291 mila le forze di lavoro potenziali) sia la componente più distante dal mercato del lavoro (-183 mila chi non cerca e non è disponibile).

Dal lato delle imprese, l’Istituto nazionale di statistica conferma i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti pari allo 0,6% sul trimestre precedente, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi.

Le ore lavorate per dipendente tuttavia si riducono (-0,6%), anche se continua a diminuire il ricorso alla Cassa integrazione.

In termini congiunturali si registra un aumento dello 0,5% delle retribuzioni e dello 0,6% del costo del lavoro su cui ha influito la crescita accentuata degli oneri sociali (+1,2%), dovuta al graduale indebolimento degli effetti del vantaggio contributivo associato alle nuove assunzioni a tempo indeterminato degli ultimi due anni, spiega infine l’ISTAT.

Lavoro, ISTAT: meno disoccupati e inattivi grazie alla ripresa ec...