Lavoro, INPS: dopo un anno di pandemia -124mila posti di lavoro nel settore privato

(Teleborsa) – Dopo un anno di pandemia, a febbraio 2021 il livello occupazionale nel settore dipendente privato ha registrato una perdita complessiva di posti di lavori pari a 124mila unità. A segnalarlo è INPS attraverso il suo Osservatorio sul Precariato pubblicato oggi. In particolare, il saldo annualizzato, in modesta flessione già negli ultimi mesi prima della pandemia, ha subito un drastico ridimensionamento a marzo 2020 ed è divenuto negativo nel mese di aprile 2020 (-301.000): la caduta dell’attività produttiva conseguente all’emergenza sanitaria e il collegato rinvio delle assunzioni hanno portato il saldo a toccare il valore più basso a giugno (-381.000).

Una prima inversione di tendenza è stata registrata a luglio 2020 (–272.000) proseguita lentamente fino a novembre (-97.000). Con la seconda ondata della pandemia a dicembre si è registrato un nuovo peggioramento che ha portato a fine anno ad una riduzione dei posti di lavoro rispetto al medesimo momento dell’anno precedente pari a 116.000 unità, aggravatasi ulteriormente a gennaio (-138.000). Quindi la seconda inversione di tendenza a febbraio quando la contrazione si è ridotta a 124mila unità.

Il rapporto dell’INPS descrive un mercato del lavoro ancora ridimensionato dalle conseguenze economiche della pandemia. Nei primi due mesi del 2021 le assunzioni riferite ai soli datori di lavoro privati, sono state complessivamente 835mila: un dato provvisorio e destinato ad essere rivisto al rialzo, ma nettamente differente rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente quando le assunzioni erano 1.168.000 (-28%). L’istituto di previdenza ha comunque sottolineato che il risultato di febbraio (-26%) è comunque leggermente migliore di quello registrato per gennaio (-31% su gennaio 2020). La contrazione delle assunzioni riguarda tutte le tipologie contrattuali e va da un minimo del -12% per i rapporti in somministrazione a un massimo del -46% per quelli intermittenti. Segno meno anche per le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-febbraio del 2021 (80.000, -40%). In crescita (+14%) risultano le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo, pari a circa 18.000.

Le cessazioni nei mesi di gennaio e febbraio 2021 nel complesso sono state 629.000, in diminuzione del 34% rispetto ai primi due mesi dell’anno precedente (954.000). Numeri fortemente influenzati dalle norme straordinarie varate nell’ultimo anno (ampia possibilità di accesso alla Cassa integrazione e blocco dei licenziamenti). Come per le assunzioni, anche per le cessazioni la dinamica di contrazione ha interessato tutte le tipologie contrattuali.

Nel periodo gennaio-febbraio 2021, 5.286 rapporti di lavoro (3.170 assunzioni e 2.116 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (legge n. 205/2017), risultando in flessione del 71% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in cui erano stati oltre 18.000. Quanto alla consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) a febbraio 2021 questa si attesta intorno alle 11.000 unità (in calo rispetto allo stesso mese del 2020); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 253 euro. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a febbraio 2021 essi risultano circa 13.000 (in aumento rispetto a febbraio 2020); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 178 euro.

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