Lavoro, Inail: denunce malattia professionale in crescita

(Teleborsa) – Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 171.870, in diminuzione di 449 casi (-0,3%) rispetto alle 172.319 del primo quadrimestre del 2020. Lo rende noto l’Istituto in un comunicato, dove spiega che “la diminuzione dello 0,3% dell’intero periodo è la sintesi di un calo delle denunce osservato nel primo bimestre gennaio-febbraio (-12%) e di un aumento nel secondo bimestre marzo-aprile (+17%), nel confronto tra i due anni”. Tuttavia, sottolinea l’Inail, “il confronto tra il primo quadrimestre del 2020 e del 2021 richiede molta prudenza ed è da ritenersi poco significativo a causa del fenomeno Coronavirus che ha introdotto, soprattutto per gli infortuni mortali, una manifesta ‘tardività’ nella denuncia, anomala ma rilevantissima, generalizzata in tutti i mesi, ma amplificata soprattutto a marzo 2020, mese di inizio pandemia, che ne inficia la comparazione con i primi mesi del 2021″.

I dati rilevati al 30 aprile di ciascun anno, si legge in un comunicato dell’Istituto, evidenziano a livello nazionale un decremento solo degli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un calo pari al 3,3%, da 19.660 a 19.011, al contrario dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che presentano un lieve aumento dello 0,1%, da 152.659 a 152.859. Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 2,3% nella gestione Industria e servizi (dai 142.256 casi del 2020 ai 145.569 del 2021) e del 7,4% in Agricoltura (da 7.651 a 8.218), mentre è diminuito del 19,3% nel Conto Stato (da 22.412 a 18.083). Quanto all’analisi territoriale, l’Inail rileva una diminuzione delle denunce soltanto nel Nord-Ovest (-13,5%), al contrario delle Isole (+8,4%), del Sud (+7,1%), del Centro (+6,5%) e del Nord-Est (+6,3%). Infine, la lieve flessione che emerge dal confronto dei primi quadrimestri del 2020 e del 2021 è legata alla sola componente femminile, che registra un -10,3% (da 74.878 a 67.155 denunce), mentre quella maschile presenta un incremento del 7,5% (da 97.441a 104.715).

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail tra gennaio e aprile sono state 306, ovvero 26 in più rispetto alle 280 registrate nel primo quadrimestre del 2020 (+9,3%) e in linea con quelle del primo quadrimestre 2019 (303 eventi mortali), rileva l’Istituto spiegando come il confronto tra il 2020 e il 2021 richieda cautela “in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di ‘tardive’ denunce mortali da contagio Covid-19, in particolare del mese di marzo 2020, entrate negli archivi solo nei mesi successivi alla fotografia scattata il 30 aprile 2020”. L’Istituto evidenzia inoltre come “i decessi causati dal Covid-19 avvengono dopo un più o meno lungo periodo di tempo intercorso dalla data del contagio”.

I dati rilevati al 30 aprile di ciascun anno evidenziano per il primo quadrimestre 2021 un decremento solo dei casi in itinere, passati da 60 a 48, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono stati 38 in più (da 220 a 258). L’aumento, rileva l’Inail, ha riguardato tutte e tre le gestioni assicurative dell’Industria e servizi (da 253 a 263 denunce), dell’Agricoltura (da 15 a 25) e del Conto Stato (da 12 a 18). Dall’analisi territoriale emerge un aumento nel Nord-Est (da 51 a 66 casi mortali), nel Centro (da 44 a 56) e al Sud (da 62 a 87). Il numero dei decessi, invece, è in calo nel Nord-Ovest (da 104 a 80) e nelle Isole (da 19 a 17). L’incremento rilevato nel confronto tra i primi quadrimestri del 2020 e del 2021 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 256 a 277, sia a quella femminile, passata da 24 a 29 casi

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo quadrimestre del 2021 sono state 18.629, 3.861 in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+26,1%), sintesi di un calo del 26% nel periodo gennaio-febbraio e di un aumento del 154% in quello di marzo-aprile, nel confronto tra i due anni. Inail osserva come “le patologie denunciate” tornino quindi “ad aumentare, dopo un 2020 condizionato fortemente dalla pandemia, con denunce in costante decremento nel confronto con l’anno precedente”. L’incremento ha interessato Industria e servizi (+24,9%, da 12.231 a 15.278 casi), Agricoltura (+34,2%, da 2.365 a 3.175), Conto Stato (+2,3%, da 172 a 176) e tutte le aree territoriali del Paese: Nord-Ovest (+8,9%), Nord-Est (+34,8%), Centro (+31,8%), Sud (+31,1%) e Isole (+1,9%). In ottica di genere si rilevano 2.851 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 10.759 a 13.610 (+26,5%), e 1.010 in più per le lavoratrici, da 4.009 a 5.019 (+25,2%). In aumento sia le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 13.716 a 17.281 (+26,0%), sia quelle dei comunitari, da 362 a 410 (+13,3%), e degli extracomunitari, da 690 a 938 (+35,9%

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