Lavoro, i ministri di Italia e Spagna chiedono che la ripresa parta da stabilità e qualità

(Teleborsa) – I ministri del Lavoro di Italia e Spagna, Andrea Orlando e Yolanda Diaz, hanno scritto una lettera pubblicata sul sito del Corriere della Sera e su El Pais per sottolineare che è “essenziale tenere presente che le misure per la ripresa non dovrebbero cadere nuovamente nell’errore di incoraggiare l’occupazione attraverso contratti precari e condizioni di lavoro di scarsa qualità“. “La crisi sanitaria che stiamo ancora vivendo ha avuto un impatto significativo sul lavoro e sull’occupazione”, hanno ricordato Orlando e Diaz.

I governi, proseguono, “devono anticipare e promuovere, attraverso tutti gli strumenti a loro disposizione, la stabilità del lavoro e il miglioramento delle condizioni di impiego dei lavoratori che subiscono il peso della riduzione dell’attività produttiva nei nostri paesi. Nello specifico, i nostri paesi dovrebbero porre l’accento sull’adozione di misure adeguate a proteggere in particolare i lavoratori dei servizi essenziali più esposti ai rischi derivanti dal Covid-19“.

Orlando e Diaz hanno evidenziato inoltre come sia “essenziale che il diritto del lavoro continui a svolgere il suo ruolo di protezione per garantire” i lavoratori delle piattaforme digitali e hanno ricordato che gruppi di lavoro ministeriali italo-spagnoli stanno sviluppando una forte collaborazione con la convinzione della necessità di prestare “particolare attenzione ai lavoratori su piattaforme per favorire il riconoscimento dei loro diritti in termini di retribuzione, sicurezza e salute sul lavoro, orario di lavoro e accesso alla protezione sociale”. L’Italia e la Spagna “parteciperanno attivamente” al dibattito sulla negoziazione da parte della Commissione Europea con i datori di lavoro e i sindacati per una regolamentazione europea sui diritti relativi al lavoro ed alla protezione sociale per tutti i tipi di piattaforme che veda la trasparenza dell’algoritmo quale condizione per garantire la parità di trattamento dei lavoratori”.

“Dopo la pandemia – hanno concluso – non si può che immaginare un’Europa impegnata a favore delle persone e del lavoro dignitoso in grado di combattere le diseguaglianze vecchie e nuove, un’Europa che promuova un’occupazione di qualità e una protezione sociale per tutti e non lasci indietro nessuno, in linea con il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. È ora che i governi, le istituzioni e le parti sociali agiscano per mettere il lavoro al centro delle politiche per la ripresa, assumendosi una piena responsabilità sociale, nel presente e nel futuro, perché dalla strada che imbocchiamo oggi non si potrà tornare indietro”.

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