Lavoro, il Governo plaude ai dati Istat sull’occupazione. Opposizioni scettiche

Occupazione in rialzo e disoccupazione in calo, record per l'Italia: Di Maio esulta ma all'opposizione sono scettici

Occupazione record in Italia e disoccupazione in calo, i dati Istat rincuorano il Governo (ma non convincono i partiti all’opposizione).

“Con l’incremento dell’occupazione, arrivata al 59% della popolazione attiva, inizia a dispiegarsi, in tutta evidenza, il favorevole impatto del Decreto Dignità sull’occupazione in Italia”. Il ministero del Lavoro, insieme al Governo e al Movimento 5 Stelle, plaude ai dati Istat che segnano il “massimo storico degli occupati dal 1977 ad oggi” con “+67mila occupati a maggio rispetto ad aprile (+92mila rispetto ad un anno fa)” e un “tasso di disoccupazione sotto al 9,9%, per la prima volta dal 2012 inferiore al 10%”.

“Sul lavoro stiamo accumulando dati positivi, mese dopo mese. Non ci montiamo la testa, perché la stagnazione in cui si trova l’Italia a causa delle politiche del passato è dura a morire, ma i numeri ci dicono che la direzione presa con la Manovra è quella giusta” si legge in un comunicato pubblicato dal Movimento sul Blog delle Stelle.

“Dopo essere stato attaccato per mesi dai partiti d’opposizione sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti” ha affermato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio sottolineando che, dati alla mano, “del Decreto Dignità non si cambia nemmeno una virgola”. ”

“Questo è il risultato delle politiche che abbiamo messo in campo, come Governo, e del lavoro del Ministro Di Maio. Ogni tanto sarebbe bello che si raccontassero anche i risultati che stiamo raggiungendo” ha aggiunto il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

“In un contesto di marcata debolezza congiunturale il mercato del lavoro ha mostrato, a maggio, segnali di miglioramento che consolidano la forte crescita osservata già in marzo. Non sono chiare le dinamiche alla base di questo fenomeno, inatteso per entità e poco coerente con i profili congiunturali delle variabili di produzione, fiducia e consumi” è il commento ai dati Istat dell’Ufficio Studi di Confcommercio.

Per Confcommercio “è possibile che si sia protratto almeno fino a maggio il trend di debole crescita osservato nel primo trimestre delle ore complessivamente lavorate nel sistema produttivo (+1,5% su base annua), che in termini di ore per occupato e per unità standard di lavoro scende rispettivamente a 0,9% e 0,5%”.

Pur salutando favorevolmente i dati Istat, per Confcommercio “permangono, tuttavia, gli squilibri” poiché “è debole l’incremento sulle fasce di età più giovani mentre, rispetto a maggio 2018, la crescita di 92mila occupati è per il 46% (cioè 42mila unità) dovuta agli over 65 anni”.

Dello stesso avviso anche l’Unione Nazionale Consumatori. “Dati indubbiamente positivi anche se la disoccupazione giovanile resta a livelli imbarazzanti, sopra al 30%, una soglia non degna di un Paese civile – afferma il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona –. L’unico rischio è che si tratti di dati contingenti, occasionali, visto che non ci pare che la riduzione della disoccupazione dipenda da un rialzo significativo della produzione industriale, scesa in aprile dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua o delle vendite al dettaglio”.

“Il tasso di disoccupazione è calato a sorpresa a maggio, tuttavia ci sembra più importante, per le prospettive del ciclo, il calo dell’indice Pmi manifatturiero a giugno, che, assieme all’analoga indagine Istat, segnala rischi sulla ripresa del Pil che la maggior parte dei previsori attendono per la seconda metà dell’anno” ha affermato il senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli.

Se da Matteo Salvini al vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, la Lega esulta e il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, rivendica “i primi risultati di Quota 100“, le opposizioni continuano a mostrarsi critiche.

“Il boom della cassa integrazione straordinaria e la permanente debolezza della congiuntura economica evidenziata oggi dal Centro studi di Confindustria rendono del tutto fuori luogo ogni trionfalismo” afferma il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani. “Se fossero seri Salvini e Di Maio oggi riconoscerebbero gli effetti del JobsAct. Con noi l’occupazione è cresciuta di più di un milione, con loro di meno di 100mila” ha commentato Matteo Renzi.

“I dati ci dicono che abbiamo il record di occupazione dal 1977, ma i giovani analisti del governo dovrebbero notare che non miglioriamo sostanzialmente né la componente femminile né la componente giovanile di occupazione. Aumentano solo gli adulti oltre i cinquanta anni e questo per effetto delle leggi pensionistiche su cui sembra non avere nessun effetto Quota 100. Altro che ricambio occupazionale. La fascia adulta con carichi familiari tra i 35-50 anni continua a perdere occupazione, in un anno 208mila, nell’ultimo mese 34mila” è, invece, il commento del responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta.

 

 

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