Lavoro, 175 mila occupati in più nel 2° trimestre

(Teleborsa) – Crescono gli occupati in Italia, che registrano nel secondo trimestre un aumento di 175 mila posizioni rispetto al primo trimestre 2022 (+0,8%), a seguito della crescita dei dipendenti a termine (+48 mila e +1,6%) e di quelli a tempo indeterminato (+126 mila e +0,8%). Parallelamente diminuisce sia il numero di disoccupati (-97 mila, o -4,6%), sia quello degli inattivi di 15-64 anni (-121 mila o -0,9%).

E’ quanto emerge dall’ultimo report trimestrale dell’Istat sul mercato del lavoro, da cui risulta che i tassi seguono la stessa dinamica: +0,5 punti per il tasso di occupazione, che raggiunge il 60,2%, -0,4 punti il tasso di disoccupazione e e -0,3 punti quello di inattività.

L’input di lavoro, misurato dalle ore complessivamente lavorate, è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,1% su anno, sostanzialmente in linea con il PIL che è cresciuto dell’1,1% in termini congiunturali e del 4,7% in termini tendenziali.

I dati provvisori del mese di luglio segnalano una lieve diminuzione del numero di occupati rispetto al mese precedente (-22 mila, -0,1%) e del tasso di occupazione (-0,1 punti), a fronte di un ulteriore calo dei disoccupati (-32 mila, -1,6%) e della crescita degli inattivi (+54 mila, +0,4%).

In termini tendenziali, l’aumento dell’occupazione (+677 mila unità, +3% in un anno) oltre a coinvolgere i dipendenti – a tempo indeterminato (+396 mila, +2,7%) e a termine (+245 mila, +8,3%) – riguarda anche gli indipendenti (+36 mila, +0,7%). Prosegue il forte calo del numero di disoccupati (-382 mila in un anno, -16%) e degli inattivi (-588 mila, -4,4% in un anno).

Un focus sul lavoro giovanile che, per effetto dei provvedimenti per le assunzioni di under 35 presi dal governo, registra un incremento del tasso di occupazione giovanile al 44,2%. La gran parte delle posizioni però sono a termine (31,5% dei giovani) e ciò determina una certa insicurezza: il 13,3% degli occupati di 15-34 anni (quota circa doppia rispetto a quella dei lavoratori più anziani pari al 6,5%) ritiene probabile perdere il lavoro entro sei mesi.

Dal lato delle imprese, prosegue la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti, con un aumento dell’1,3%; cresce sia la componente a tempo pieno (+1,6%), sia, in misura più contenuta, la componente a tempo parziale (+0,5%). Anche in termini tendenziali le posizioni dipendenti continuano ad aumentare a ritmi sostenuti, con una dinamica più marcata per la componente a tempo pieno (+6,2% rispetto al +5% della componente a tempo parziale).

Prosegue l’aumento delle ore lavorate per dipendente – in termini sia congiunturali (+1,3%) sia tendenziali (+5,6%) – e la riduzione del ricorso alla cassa integrazione (8 ore ogni mille ore lavorate). In crescita anche il tasso dei posti vacanti, di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti rispetto allo stesso trimestre del 2021.

Il costo per unità di lavoro e le sue componenti – retribuzioni ed oneri sociali – registrano un aumento pari allo 0,6% in termini congiunturali; su base annua, invece, l’aumento il costo del lavoro (+0,2%) è sintesi della crescita della componente retributiva (+0,5%) e della riduzione degli oneri sociali (-0,3%).