L’autostrada digitale di Open Fiber. Bonannini: “Vogliamo garantire servizi cloud più veloci”

(Teleborsa) – Un’autostrada digitale in grado di garantire la continuità del servizio e il disaster recovery, in una fase in cui la rete è una infrastruttura strategica per privati e PA. Nasce con questa aspirazione la xPoP Backbone di Open Fiber, infrastruttura di livello superiore che collegherà Data Center e Neutral Access Point presenti in Italia, oltre che i punti di approdo del traffico internazionale in Italia.

Ne ha parlato diffusamente Simone Bonannini, Direttore Marketing e Commerciale di Open Fiber, in una intervista a Teleborsa, approfondendo anche il tema del cloud computing e dell’edge cloud computing. Il manager ha parlato anche del PNRR, della strategicità della rete, della necessità di digitalizzare la PA ed i servizi pubblici essenziali, oltre che del ruolo di Open Fiber nel processo di transizione digitale del Paese.

Arriva xPoP Backbone: di cosa si tratta e quali sono i suoi vantaggi?

“Analizzando il traffico dati si nota come ci sia una mole importante di traffico tra i data center (noto come data center to data center). Lo scopo dell’xPoP Backbone è quello di collegare i maggiori data center italiani tra loro con percorsi fisici brevi in modo da garantire tempi di latenza minimi“.

“Questo servizio è particolarmente interessante per gli operatori di telecomunicazione perché permette di offrire agli utenti finali servizi in cloud più veloci, garantendo una costumer experience fluida ed agevole. Sempre più l’utente finale utilizzerà applicazioni in cloud che risiedono su server remoti sparsi in punti definiti della rete, cioè i data center, il fatto di aver costruito questa “scorciatoia” ultra veloce in fibra ottica tra i data center fa sì che l’operatore sia in grado di offrire al suo cliente finale il miglior servizio disponibile sul mercato”.

Cloud computing e servizi digitali sempre più evoluti: che tipo di infrastruttura serve per supportare l’esplodere di questo trend?

Quando parliamo di cloud computing facciamo riferimento alla remotizzazione della capacità computazionale: le applicazioni necessitano di capacità di calcolo che non risiede nei device degli utenti ma nei data center. Per fare in modo che l’utente finale utilizzi senza difficoltà i sistemi in remoto bisogna garantire un’esperienza fluida. L’utilizzatore non si deve accorgere che sta utilizzando l’applicazione da un data center, ne deve poter usufruire come se fosse sul suo device. Per fare ciò serve grande capacità di banda e latenza bassa, tutte caratteristiche garantite dal nuovo xPoP Backbone”.

“Altro discorso è l’implementazione dell’edge cloud compunting in cui si sposta la capacità calcolo dai grandi data center nazionali a punti della rete sempre più vicini all’utente finale garantendo così percorsi ancor più brevi e quindi tempi di latenza ancor più bassi. Anche in questo caso l’infrastruttura di Open Fiber è già pronta, infatti, oltre ad aver rilegato in fibra i grandi data center, OF può ospitare nei suoi Pop dei server di edge cloud computing”.

Infrastrutture sempre più strategiche: quali sono le opportunità offerte dal PNRR?

“Per digitalizzare il Paese è necessario avere anche una pubblica amministrazione digitale a servizio dei cittadini. Nel PNRR questo è un punto centrale di investimento: scuole, ospedali e uffici della PA dovranno sempre più utilizzare servizi digitali per dialogare tra loro e con i cittadini”.

“In quest’ottica l’infrastruttura che abbiamo realizzato e che continuiamo a portare capillarmente in tutto il Paese è strategica. Abbiamo raggiunto oltre 11mila istituti scolastici. La rete è anche progettata per collegare tutti gli ospedali, i presidi sanitari sul territorio e tutti quei punti in cui è fondamentale disporre di un’infrastruttura di telecomunicazioni in grado di soddisfare le esigenze dei prossimi 50 anni”.

“Lo stesso progetto dell’xPoP Backbone è funzionale allo sviluppo di una PA digitale che necessariamente dovrà muoversi nell’ecosistema del cloud e dovrà farlo con le più alte performance disponibili. In questo senso stiamo anticipando le prossime necessità del Paese, rendendo più fluido e affidabile anche l’enorme scambio di dati prodotto nel dialogo tra PA e cittadini.


Parliamo di Open Fiber e della copertura delle aree grigie. il governo ha parlato di bandi, quale sarebbe secondo voi il modo più efficiente di procedere?

“I bandi per le aree grigie sono fondamentali per portare la connettività anche nei distretti industriali del nostro Paese, infatti il 60% delle imprese italiane risiede in questi territori”.

“Open Fiber considera importante che nei bandi sia prevista la copertura di queste zone con reti VHCN. La modalità che riteniamo più efficace è quella dell’intervento diretto in concessione, abbinata a un modello di business wholesale only. Inoltre, a nostro avviso, i lotti dovranno essere di adeguata dimensione in modo da garantire coperture esaustive con l’obiettivo di arrivare allo switch off della rete in rame”.

Sono attese nuove partnership in Italia o all’estero?

“Siamo al lavoro ogni giorno per allargare la platea di clienti/operatori che utilizzano la nostra rete. Con l’arrivo di Poste Italiane nel mercato del fisso abbiamo raggiunto la quasi totalità di operatori di telecomunicazione nazionali che si rivolgono alla nostra infrastruttura e siamo costantemente al lavoro per stringere accordi con altri operatori esteri che vogliono accedere al mercato italiano”.

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