L’aumento di capitale spina della Catullo

(Teleborsa) – Il giorno dopo l’assemblea generale della società Catullo, di cui è socio di maggioranza relativa con il 41% la veneziana Save, gli orizzonti dell’aeroporto di Verona e quello di Montichiari (quest’ultimo ancorato a una nicchia di mercato cargo che vale poco più di 30mila tonnellate annue) sono sempre meno chiari.

I patti parasociali che tengono legati in Aerogest i soci pubblici veronesi e trentini, scaduti a ottobre 2019, sono stati prorogati fino al prossimo 28 febbraio. Serve un aumento di capitale, almeno 20 milioni, per sbloccare investimenti per 112 milioni, di cui 28 destinati allo scalo di Montichiari, da utilizzare entro il 2023. La costellazione dei soci pubblici ammette la difficoltà a reperire risorse economiche per concorrere all’aumento di capitale richiesto, ma nel contempo non vuole lasciare che Save acquisisca la maggioranza assoluta. Alla situazione di impasse venuta a crearsi sulla governance si aggiunge anche il possibile contenzioso con Enav, che costerebbe una cifra equivalente all’aumento di capitale.

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