Latte, raggiunta l’intesa sul prezzo… ma è solo il primo passo

(Teleborsa) – La guerra del latte, che nei mesi scorsi aveva portato a numerose mobilitazioni, è finalmente terminata. Gli allevatori italiani hanno raggiunto un’intesa con la multinazionale Lactalis sul prezzo del latte alla stalla, che prevede in tutto il Nord per il prossimo trimestre un aumento di 2,1 centesimi al quale vanno aggiunti il centesimo garantito dal Ministero delle Politiche Agricole con aiuti straordinari dell’Unione Europea ma anche le risorse che le regioni lattiere direttamente interessate possono mettere a disposizione se vorranno sostenere gli allevatori delle loro realtà territoriali. 

Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo questo accordo è “un primo risultato concreto della nostra mobilitazione che ha coinvolto decine di migliaia di allevatori con presidi nelle industrie e nei supermercati dove abbiamo trovato il sostegno convinto dei cittadini nella difesa del latte, delle stalle e delle nostre campagne”.

Secondo l’ufficio studi dell’associazione degli imprenditori agricoli tra effetti diretti ed indiretti sul mercato nazionale del latte l’accordo porterà almeno 340 milioni di euro su base annua in più nelle stalle italiane, se ci sarà responsabilmente un allineamento di tutti i soggetti industriali presenti sul territorio nazionale. “E’ una boccata di ossigeno alle imprese che si trovano in un grave momento di difficoltà ma – conclude Moncalvo – la battaglia della Coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta identificazione dei prodotti che usano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato”.

“E’ un primo passo positivo quello raggiunto questa mattina alla riunione del Tavolo della filiera lattiero-casearia”, afferma il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, spiegando che “non è una soluzione risolutiva della grave crisi che interessa il comparto, ma rappresenta un segnale di distensione per i prossimi mesi. Adesso andiamo avanti con le nostre richieste, serve uno sforzo per avviare un’interprofessione efficace che promuova l’aggregazione del prodotto e la qualificazione dell’offerta”.

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