Lane (BCE): “Disoccupazione eurozona a livelli pre-pandemia solo nel 2023”

(Teleborsa) – “Più che guardare a trimestre per trimestre, dovremmo considerare quanto l’economia è al di sotto del livello del 2019. In questo momento, probabilmente siamo al di sotto del 4-5%. Anche con una crescita piuttosto sostenta per il resto dell’anno, il PIL dell’area euro tornerà al suo livello del 2019 solo in questo periodo del prossimo anno. Per il mercato del lavoro, riteniamo che la disoccupazione tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2023“. È quanto ha detto il capo economista della BCE, Philip Lane, in un’intervista con Le Monde.

Sollecitato sul fatto che il pacchetto da 750 miliardi di euro dell’Unione Europea (Next Generation EU), concordato in linea di principio a luglio 2020, sia ancora in fase di ratifica, Lane ha detto che “quando si guarda alla risposta fiscale europea, è necessario considerare insieme le risposte nazionali e questo livello aggiuntivo a livello dell’UE”. “Mentre attendiamo l’implementazione di NextGen, le politiche fiscali nazionali possono agire nel frattempo, fornendo soccorso e supporto macroeconomico generale – ha spiegato – È sempre stato chiaro che NextGen aveva un orientamento a medio termine. Si tratta essenzialmente di un progetto quinquennale, incentrato sugli investimenti, per garantire una ripresa sostenuta nell’arco di cinque anni”.

Secondo il capo economista della BCE l’eurozona non rischia di commettere gli stessi errori della crisi dei 2008 e di quella dei debiti sovrani. “Molte delle misure fiscali, i programmi di sussidi per imprese e lavoratori, scadranno automaticamente con la ripresa dell’economia. Quindi, le entrate fiscali si riprenderanno e quindi gli ampi deficit fiscali si correggeranno in misura rilevante in modo automatico – ha sottolineato – L’altra differenza molto importante è che abbiamo visto deficit fiscali molto ampi ma nessun deficit delle partite correnti. I grandi disavanzi fiscali hanno essenzialmente la loro contropartita nei grandi risparmi delle famiglie. Avremo una sorta di riequilibrio interno nel tempo. Le famiglie inizieranno a spendere di più e questo compenserà i governi che stanno spendendo di meno“.

Più che del debito sovrano, Lane è preoccupato per le insolvenze delle aziende. “Vorrei evidenziare il rischio intorno alle società – ha detto nel corso dell’intervista – Molte aziende hanno perso entrate e sono sopravvissute solo grazie a un ampio sostegno fiscale. Dobbiamo assicurarci che l’eliminazione graduale di questi sostegni fiscali non sia così rapida o così grave da indurre le imprese a essere inutilmente spinte all’insolvenza”.

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