L’allerta smog alimenta il dibattito politico

(Teleborsa) – Sarà un finale di anno impegnativo, questo, per il Governo e le amministrazioni dei principali centri urbani.

L’emergenza smog sta infatti alimentando non solo i timori per lo stato di salute di città e cittadini, ma anche un aspro dibattito politico tra Governo e opposizioni.

Come noto, sia il Comune di Roma che quello di Milano hanno imposto una serie di blocchi alla circolazione in quanto i livelli di PM10 (Materia Particolata, ossia le particelle microscopiche di polvere, fumo ecc.. presenti nell’atmosfera) stanno superando da ormai molti giorni il valore limite di 50 microgrammi al metro cubo.

In particolare, a Milano nelle giornate del 28, 29 e 30 dicembre, dalle ore 10 alle ore 16 è stato disposto il blocco totale del traffico in tutto il territorio del Comune, mentre a Roma oggi e domani si circola con le targhe alterne.

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha convocato per mercoledì una riunione di coordinamento degli interventi contro lo smog nelle città italiane. Attorno al tavolo i Presidenti di Regione e i sindaci dei grandi centri urbani e il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Galletti ha poi invocato una risposta “coordinata e di sistema, non in ordine sparso” spiegando: “La risposta che possiamo dare nel medio termine parte da un nuovo rafforzato impegno sulla mobilità sostenibile, per lo svecchiamento del parco mezzi pubblici e per l’efficienza energetica, ma non avrà successo senza una nuova cultura civica nelle strade, nelle realtà produttive”.

Questo mentre il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, dalla propria pagina Facebook, difendeva ed elogiava le iniziative “green” intraprese dall’Esecutivo soprattutto nella Legge di Stabilità 2016: le riqualificazioni energetiche, con detrazioni al 65%; incentivazioni al trasporto merci su ferro e e via mare; il rinnovo dei mezzi pubblici; il sostegno alla mobilità nuova; stanziamenti a favore di ciclovie, di ciclostazioni e ciclabilita` cittadina;L disincentivi agli automezzi di trasporto inquinanti; risorse per il rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale; i contratti di programma con Anas incentrati sulle manutenzioni straordinarie e i completamenti, anziché su nuove strade; potenziamento dell’Alta velocità a Sud. 

A quanto pare, però, queste misure non sembrano rassicurare Beppe Grillo. Sul suo blog il leader del Movimento 5 Stelle afferma che “il 2015 si chiuderà, secondo l’ISTAT, con 68.000 morti in più rispetto al 2014: 666 mila contro 598 mila, l’11% in più”.

“Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino”, osserva. 

Molto critico anche il numero uno della Lega, Matteo Salvini: “Fossi sindaco mi occuperei più seriamente di controllare le caldaie (abbassando il riscaldamento negli uffici e nelle case pubbliche ad esempio, visto il Natale più caldo di sempre) e di comprare autobus che inquinino di meno. Il resto è aria fritta, o meglio aria sporca, alla Renzi”, tuona su Facebook.

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