L’allarme dell’Istat: Pil rallenta, crescita meno intensa

Ad aprile in flessione anche clima di fiducia di consumatori e imprese

(Teleborsa) Una crescita ancora a fasi alternate, dove a farla da padrone sono ancora incertezza e instabilità. La dinamica, che potremmo ribattezzare del gambero, è sempre la stessa: non si fa a tempo a fare un passo in avanti che subito ne arrivano due indietro. Risultato? Siamo sempre fermi sul posto. O quasi.

PIL RALLENTA, CRESCITA MENO INTENSA – Nell’economia italiana “si rafforzano i segnali di rallentamento delineando uno scenario di minore intensità della crescita”. Lo rivela l’Istat nell’ultima nota mensile sull’andamento economico relativo al mese di aprile. Sempre ad aprile, continua l’Istituto di statistica, la fiducia di imprese e famiglie è stata caratterizzata da una generale tendenza al peggioramento, pur mantenendosi sui livelli comunque elevati. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un peggioramento influenzato dai giudizi negativi delle imprese del commercio mentre quelle delle costruzioni sono le uniche a fornire un quadro positivo.
CROLLA IL COMMERCIO – Nello specifico, con riferimento alle imprese, si stima che il clima di fiducia cali nel settore manifatturiero (da 108,9 a 107,7) e nei servizi (da 107,2 a 106,4). Molto marcata è la flessione registrata nel commercio al dettaglio (da 105,0 a 97,5) mentre per il settore delle costruzioni si rileva un deciso aumento (da 132,6 a 135,2)”, scrive l’Istat.
CAPITOLO LAVORO – L’occupazione è tornata ad aumentare anche se il processo di crescita dell’occupazione femminile ha segnato una pausa. L’inflazione si è confermata moderata e in ripiegamento. Il commercio internazionale e l’economia dell’area euro mostrano infine lievi segnali di rallentamento.

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